Lamezia, campo rom di Scordovillo: verso l’inclusione oltre i muri dell’indifferenza
Dopo quasi 50 anni di narrazione attorno al degrado del campo rom di Scordovillo si comincia a parlare, in chiave di inclusione, di una sistemazione più dignitosa per la popolazione rom, grazie anche ai progetti messi in piedi dalla rete di associazioni con capofila la Progetto Sud. A porre una riflessione, sempre al fine di potenziare l’inclusione, è Fiore Isabella, ex consigliere comunale e presidente del Tribunale dei diritti del malato, che pone l’accento sulla riqualificazione dell’area adiacente l’ospedale. «Per quarant’anni abbiamo assistito a un campo rom con strutture poco sicure e per niente inclini a sollevare i bambini dai ricoveri nella pediatria del limitrofo presidio ospedaliero per la messa a punto dei bronchi colpiti dalle frequenti crisi respiratorie – dichiara Fiore Isabella – quarant’anni di diatribe in cui hanno prevalso le logiche dei confini separatori legittimati dall’indifferenza collettiva e anche da qualche decreto della Procura finalizzato allo sgombero di esseri umani considerati materiali di risulta».
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