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L’allarme dell’Uefa: “C’è troppo Var nel nostro calcio”. E la serie A lo usa molto più della Premier – Calcio


“C’è troppo Var nel calcio”. E non lo dicono i tifosi, lo dice la Uefa, l’organismo di governo del pallone in Europa, che ha convocato le cinque principali Leghe europee (Premier League inglese, Liga spagnola, serie A italiana, Bundesliga tedesca e Ligue 1 francese) per un incontro in estate sull’uso del Var e sulla necessità di riportarlo alla sua interpretazione originaria, cioè con interventi soltanto nei casi di errori chiari ed evidenti. Il mese scorso il responsabile Uefa degli arbitri, Roberto Rosetti, aveva rimarcato che il calcio non deve “andare nella direzione di interventi Var microscopici. Credo che abbiamo dimenticato il motivo per cui il Var è stato introdotto: nelle decisioni oggettive è fantastico ma nelle interpretazioni la valutazione soggettiva è più difficile. Per questo abbiamo iniziato a parlare di errori chiari ed evidenti. Noi amiamo il calcio così com’è”.

Le soglie d’intervento sono troppo basse

A Nyon, insomma, sono preoccupati delle soglie di intervento applicate e anche della mancanza di uniformità. In Premier League c’è il tasso di intervento Var più basso in questa stagione – 0,275 per partita – anche se questo non ha ridotto le polemiche, in Bundesliga e Liga la media è di 0,38 interventi a partita. Guidano la Serie A (0,44) e la Ligue 1 (0,47) mentre in Champions siamo a 0,45, sebbene la più importante delle coppe miri a mantenere una soglia alta.

Le nuove regole su ammonizioni e angoli

Il richiamo a un uso meno invasivo del Var rischia di andare in conflitto con l’estensione già prevista dei poteri della tecnologia che dai prossimo Mondiali, tra l’altro potrà revocare l’assegnazione dei calci d’angolo e dei secondi cartellini gialli che portano all’espulsione.


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