L’allarme degli aeroporti: “Europa a corto di cherosene in tre settimane”. L’Aie: crisi da maggio
ROMA – Doppio allarme sul cherosene. Il primo arriva da Aci Europe, associazione di categoria che rappresenta gli operatori aeroportuali dell’Ue: “Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aereiè destinata a diventare una realtà per l’Ue“, si legge in una lettera dell’organizzazione svelata dal Financial Times. L’altro è firmato dal numero uno dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, che in una intervista a Der Spiegel avverte: “Se la situazione non migliora, diesel e cherosene potrebbero presto scarseggiare in Europa”.


I gestori aeroportuali
Aci Europe spiega che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo, mentre “l’impatto delle attività militari” sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture, riporta il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall’associazione al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas.


Nel documento, l’organizzazione mette in guardia Tzitzikostas in merito alle “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell’Unione”. A peggiorare le previsioni è l’avvicinarsi dell’alta stagione estiva, “quando il trasporto aereo alimenta l’intero ecosistema turistico su cui fanno affidamento molte economie dell’Ue”. Alcuni paesi asiatici, come il Vietnam, hanno iniziato a razionare il carburante per aerei a causa delle carenze, ma l’Europa finora non ha registrato carenze diffuse, sebbene i prezzi del carburante siano raddoppiati e le compagnie aeree abbiano avvertito della possibilità di cancellazioni.


L’allarme Birol
Anche il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia Birol lancia l’alert sul rischio di carenze di diesel e cherosene in Europa nelle prossime settimane. Prima della guerra in Iran, l’Europa importava gran parte di questi carburanti dalle raffinerie del Medio Oriente, ragiona il direttore dell’Aie, ma “molti depositi di carburante si sono svuotati nelle ultime settimane“. Senza una rapida ripresa della produzione globale, “nel mese di maggio la situazione potrebbe diventare critica per alcuni Paesi europei”. Di fronte all’aumento dei prezzi e ai timori di carenze, Birol sostiene limiti di velocità: “La Germania dovrebbe considerare un limite di velocità sulle autostrade. Già una riduzione di 10 chilometri all’ora può ridurre il consumo nazionale di petrolio fino al 6%”.
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Ha inoltre suggerito trasporti pubblici gratuiti o più economici per incentivare il passaggio da auto a mezzi pubblici. La crisi energetica legata alla guerra e al blocco di Hormuz non è vicina alla fine: “Almeno 80 infrastrutture energetiche in Medio Oriente sono state danneggiate“. Anche con una tregua duratura, ci vorrà tempo per tornare ai livelli produttivi pre-bellici. E ha avvertito: “Se la tregua fallisce e l’Iran blocca lo stretto di Hormuz, la crisi energetica tornerà immediatamente a livelli critici”.
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