Abruzzo

l’agroalimentare unisce istituto Agrario e Alberghiero


L’agroalimentare diventa esperienza formativa condivisa. Si è svolto martedì 16 dicembre all’Ipseoa “G. Marchitelli” di Villa Santa Maria
l’evento finale del progetto “Nutrire il futuro 2.0”, iniziativa innovativa realizzata con la camera di commercio Chieti-Pescara e che ha segnato un passaggio storico: per la prima volta due scuole strategiche per l’agroalimentare, l’istituto Agrario e l’istituto Alberghiero, hanno
lavorato insieme in un percorso strutturato mettendo in dialogo produzione agricola, trasformazione e cultura enogastronomica.
Protagonisti della giornata sono stati gli studenti. Gli alunni dell’Agrario “Cosimo Ridolfi” di Scerni che hanno studiato, analizzato e presentato alcune eccellenze dell’agroalimentare abruzzese, tra cui ventricina del Vastese, peperone dolce di Altino, aglio rosso di Sulmona, zafferano dell’Aquila, patata del Fucino e mostocotto, approfondendone origine, filiera, tracciabilità e caratteristiche qualitative.
Le competenze acquisite hanno poi incontrato quelle degli studenti dell’istituto Alberghiero di Villa Santa Maria che, affiancati dai docenti, hanno trasformato la ricerca in piatti, dando vita a un pranzo interattivo che ha raccontato il territorio attraverso il cibo.

“Mettere insieme, per la prima volta, un istituto agrario e uno alberghiero significa costruire una visione completa della filiera agroalimentare, dalla terra al piatto. È un investimento sui giovani, sulle competenze e sul futuro del nostro territorio”, ha dichiarato Domenico Bomba, presidente Cia Chieti-Pescara. “Nutrire il Futuro 2.0 – ha evidenziato il direttore Alfonso Ottaviano -dimostra quanto sia fondamentale partire dalla formazione per rafforzare l’agroalimentare italiano. I ragazzi hanno lavorato su prodotti identitari, imparando che dietro ogni eccellenza c’è agricoltura, cultura, tutela e responsabilità”.

Il progetto si inserisce inoltre in un contesto più ampio: il riconoscimento Unesco della cultura alimentare italiana, che valorizza non solo la cucina, ma l’intero sistema produttivo fatto di territori, agricoltori, tradizioni e saperi.


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