Ladri dei cantieri, colpi a ripetizione. Gli artigiani: “Lavorare così è impossibile” – Cronaca
BOLZANO. «Lavoro da trentuno anni. Mai visto niente di simile. Passano di giorno e di notte. Aprono i furgoni, entrano nei cantieri. Decine di migliaia di euro andati in fumo. Quando va bene prendono solo gli attrezzi. Altrimenti rubano anche il rame e lo rivendono. Ora basta». Renato Endrizzi, titolare di una ditta di impianti elettrici, parcheggia il suo furgone nei cantieri di mezza città. Via Roen, via Bari, via Garibaldi, Ponte Resia. C’è il suo zampino anche al Waltherpark. Dei suoi ventitrè dipendenti, la maggior parte li ha destinati all’ex Fiat di piazza Adriano dove Tosolini sta costruendo uno studentato.
È una lotta contro il tempo: «A dicembre – dice Endrizzi – dobbiamo consegnare i lavori, ma con tutti questi furti diventa complicato. Hanno svuotato gli zaini di alcuni operai. Quindici giorni dopo sono rientrati per scippare altri attrezzi. È capitato che tagliassero dei cavi. Perdiamo dei giorni per riordinare il materiale e andarlo a prendere».
La voce dell’imprenditore noneso – bolzanino d’adozione – rappresenta quella di decine di artigiani: ogni mese fioccano le denunce in Questura. A volte è solo un martello o un cacciavite. C’è chi ha perso decine di migliaia di euro come la ditta “Climant”: «Ottantamila – scandisce il titolare Luca Masera – ad essere precisi. Mi hanno ripulito il furgone di ogni attrezzo. Poi si sono messi nello zaino chili di rame e ottone. Chi ruba è gente che lavora o che conosce gente che lavora dentro. A noi hanno preso strumenti nascosti che neanche i miei dipendenti sapevano dove fossero. Mi è venuto un brivido quando mi hanno informato del furto. Adesso ci siamo attrezzati con una struttura anti-scasso».
I furti in aumento esponenziale
Le aziende solitamente si organizzano e mettono assieme una cifra per sostenere le spese delle ronda e del sistema di videosorveglianza. Ma può non bastare: «I furti sono in aumento – ci dice una guardia giurata che manteniamo anonima per motivi di privacy -. Durante il turno serale spesso non ci fermiamo. Colpi a ripetizione nei cantieri che non possono essere supervisionati giorno e notte. All’ospedale invece c’è un vigilantes fisso e lì è più difficile entrare. Le immagini delle telecamere vengono poi inviate alla Questura che fa il possibile. A volte sono mascherati e individuarli è letteralmente impossibile».
Nelle tre immagini si notano più persone percorrere gli stanzoni bui del cantiere di piazza Adriano. Sono le due di notte passate di giovedì 6 novembre. Il volto del ladro è visibile.
«Spero basti per identificarlo – continua Renato Endrizzi – perché sono stufo di andare avanti a suon di denunce senza che si trovi il responsabile. Questi episodi non riguardano solo i nostri cantieri, ma anche altre imprese che operano nelle stesse zone».
A luglio, in via Roen, con il furgone parcheggiato sulla rampa degli uffici Habitat, ignoti hanno forzato la portiera del furgone di Endrizzi (probabilmente utilizzando un piede di porco) e hanno asportato diversi attrezzi, tra cui un laser, una molletta, un avvitatore e un kit di utensili. Il furto è avvenuto mentre gli operai erano al lavoro. Ad agosto, a ponte Resia, durante i lavori ai semafori, svolti insieme all’ingegnere Ivan Moroder, i ladri hanno forzato il furgone e rubato tutti gli attrezzi presenti a bordo.
«La settimana scorsa, in via Garibaldi, è stata rubata una bicicletta elettrica che avevo acquistato per un operaio sprovvisto di patente. Anche al Waltherpark – conclude Endrizzi – si verificarono dei furti nonostante la presenza di un tornello che regolava gli accessi durante il giorno. Evidentemente ci seguono e sanno cosa trovare. Per poi magari rivenderlo: c’è una compravendita di rame spaventosa. La pazienza è finita». @RIPRODUZIONE RISERVATA




