L’addio a Pietro Santarelli, il re del mattone e delle rinnovabili. Domani mattina l’ultimo saluto ad Ascoli
ASCOLI Il cavaliere del lavoro, Pietro Santarelli, è morto martedì sera intorno alle ore 19 alla clinica Stella Maris di San Benedetto, circondato dall’affetto dei propri cari: la moglie Marisa e i tre figli Susy, Felice e Paolo. L’imprenditore, a marzo prossimo avrebbe compiuto 88 anni.
Da un po’ di tempo era malato ma fino all’ultimo, quando le sue condizioni fisiche glielo hanno permesso, ha seguito le sorti aziendali. Con la sua morte, Ascoli perde uno dei pilastri del comparto edile; assieme ai costruttori Costantino Rozzi e Vittorino Orsini ha dato lustro alla città in tutta Italia. Cazzuole, frattazzi e leverini sono stati il simbolo della famiglia Santarelli. L’attività edile, avviata nel 1907 dal nonno Vincenzo, prosegue con il padre Felice il quale, negli anni ’30 e ’40, l’amplia ponendo Roma al centro dei suoi interessi. Ma è con Pietro Santarelli che l’impresa di costruzioni conosce l’acme. Nel 1960 Santarelli trasforma il mestiere di famiglia in attività imprenditoriale. Negli anni ’70 e ’80 promuove la crescita con importanti realizzazioni edili civili, pubbliche e private.
Lo sviluppo
A fine anni ’80 avvia un’intensa fase di sviluppo e diversificazione.
Afferma la sua presenza nel campo delle costruzioni e infrastrutture pubbliche, estende l’attività nel Lazio (1.500 appartamenti fra Capannelle e Torrinomezzo), Abruzzo, Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. E nelle Marche (diversi palazzi ad Ascoli e l’investimento ad Ancona al Cardeto). Nel 2000 il Gruppo Santarelli allarga il proprio raggio di azione, con attività che vanno dall’industria, all’immobiliare, all’assunzione e concessione di appalti per la costruzione di edifici, dal campo residenziale turistico-alberghiero alla produzione di energia da fonti rinnovabili, in Italia e all’estero, attraverso Inergia.
Nel 2002, assieme a Mauro Scaramucci, vince il bando europeo per la gestione delle Terme di Montecatini ma dura poco per una serie di vicissitudini. A ottobre del 2003 viene insignito della laurea honoris causa in architettura. Nel 2005 il Capo dello Stato lo nomina Cavaliere del Lavoro. È un periodo felice: ricopre incarichi regionali e nazionali in Confindustria, nel sistema bancario, nell’Ucid ma non si fa ammaliare dalla sirena della politica. Alle sue convention partecipa il jet set da Pippo Baudo alle soubrette più popolari del momento, agli amici di sempre Della Valle, Guzzini e Gabrielli.
La parabola
Il crac di Banca Marche nel 2017 travolge la Saco (Santarelli Costruzioni) con pendenze giudiziarie risolte pochi giorni fa. Santarelli ha sempre considerato il fattore umano come uno dei pilastri fondamentali per la crescita dell’azienda. «Sapeva leggere nel futuro e ha sempre prestato attenzione alle risorse umane – lo ricorda commosso il figlio Felice – Papà è sempre stato presente nei momenti cruciali della nostra vita». I funerali domani alle 10 in Duomo.




