Lazio

l’abbraccio del Quarticciolo a Papa Leone XIV

Erano le 16:00 in punto quando l’auto bianca ha varcato i confini del quartiere, accolta da un applauso scrosciante. Ad attendere il Santo Padre presso la parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, il Cardinale Vicario Baldo Reina e il parroco, padre Daniele Canali.

Ma i veri protagonisti sono stati loro: i residenti di una delle zone più complesse e veraci della Capitale, che hanno tappezzato le strade di locandine e allestito un maxischermo per non perdere neanche un istante di una visita storica.

Un ponte tra passato e presente

Quella di Leone XIV è la terza visita di un Papa al Quarticciolo: prima di lui solo i “giganti” del Novecento, Giovanni XXIII nel 1963 e Giovanni Paolo II nel 1980.

Un filo rosso che lega la Chiesa alle periferie più profonde e che oggi ha trovato casa nel cortile dell’oratorio, tra i bambini del catechismo, e nel salone parrocchiale, dove il Pontefice si è seduto accanto ad anziani, disabili e madri coraggio che combattono quotidianamente contro il dramma della detenzione e della tossicodipendenza dei propri figli.

Foto della Diocesi di Roma

Il monito sulla guerra e il “No” alla droga

Le prime parole di Leone XIV sono state un sussulto per i fedeli, cariche di una preoccupazione che varca i confini del rione: «Sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo, specialmente in queste ore nel Medio Oriente. La guerra di nuovo», ha esordito il Papa, invitando tutti a farsi “annunciatori di pace” in un momento di estrema tensione internazionale.

Poi, parlando a braccio, il Pontefice ha toccato il nervo scoperto del quartiere: la piaga degli stupefacenti. Un discorso diretto, senza giri di parole, rivolto soprattutto ai ragazzi:

«Rifiutate sempre quello che fa male. No alla droga, sempre sì a quello che fa bene alla salute. Voi giovani avete una responsabilità: dovete essere maestri in questo senso. Scegliete. Eliminiamo dalle strade questi problemi forti».

Un quartiere che non si arrende

L’esortazione finale a “pulire le strade” dai problemi sociali più gravi è risuonata come un mandato civile per la comunità dell’Ascensione.

La visita si è conclusa tra i selfie dei ragazzi e le lacrime di commozione delle madri, lasciando al Quarticciolo non solo il ricordo di un evento straordinario, ma la sensazione di non essere più un satellite dimenticato, ma il cuore pulsante di un messaggio universale.

Foto della Diocesi di Roma

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »