Lazio

la zucchina romanesca vola a 6 euro al chilo

Fare la spesa a gennaio 2026 richiede attenzione al cartellino dei prezzi. Le temperature rigide delle ultime settimane hanno messo in difficoltà le coltivazioni in campo aperto, riducendo la disponibilità di alcuni ortaggi e incidendo sui costi al dettaglio.

Una situazione che ha generato rincari considerati fisiologici dagli operatori, senza però sfociare in fenomeni speculativi grazie al ruolo del Centro Agroalimentare di Roma (CAR), che continua a garantire varietà di prodotto e continuità nelle forniture.

Zucchine e carciofi, i prodotti più colpiti

Il simbolo dell’ortofrutta romana, in questo periodo, è anche il più penalizzato. La zucchina romanesca è diventata quasi introvabile sui banchi dei mercati.

Le poche partite disponibili raggiungono quotazioni fino a 6 euro al chilo. Prezzi elevati anche per le zucchine scure e per i peperoni di origine siciliana, che si attestano intorno ai 3,50 euro al chilo.

Situazione delicata anche per i carciofi. Il gelo ha compromesso gran parte della produzione nazionale del carciofo violetto. In attesa dell’arrivo a pieno regime del carciofo romanesco del Lazio, attualmente venduto intorno a 1,10 euro al pezzo, gli operatori stanno ricorrendo a importazioni dall’estero per garantire l’approvvigionamento.

Pomodori in calo e verdure stabili

Non tutto il carrello, però, risente degli aumenti. Anzi, su alcuni prodotti si registrano segnali positivi.

I pomodori segnano un netto calo dei prezzi: il ciliegino scende a 1,70 euro al chilo, il rosso a grappolo a 2 euro, mentre il datterino si mantiene sui 3 euro al chilo.

Prezzi stabili anche per le verdure a foglia e i cavoli, complice una domanda meno sostenuta. Cavolfiori e cavoli romanesco oscillano tra 1,10 e 1,20 euro al chilo, mentre i broccoli si attestano intorno a 1,30 euro.

Frutta, mercato solido e qualità alta

Sul fronte della frutta, il mercato si conferma solido, con una buona qualità del prodotto. Le arance tarocco vengono scambiate intorno a 1,50 euro al chilo, mentre le clementine si attestano sui 1,20 euro al chilo, offrendo un’alternativa conveniente per i consumatori.

Il ruolo del CAR

A commentare l’andamento dei prezzi è il direttore generale del CAR, Fabio Massimo Pallottini, che sottolinea la capacità di tenuta del sistema: «Nonostante il maltempo abbia colpito duramente eccellenze come zucchine e carciofi, la stabilità di pomodori e agrumi consente ai consumatori di equilibrare la spesa».

Sulla stessa linea il presidente Valter Giammaria, che ribadisce il ruolo del Centro Agroalimentare di Roma come presidio di trasparenza, capace di attenuare le oscillazioni più marcate e garantire un punto di riferimento per operatori e cittadini anche nelle fasi più critiche.

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