La visita della volpe al Rifugio Antermoia: quando la montagna insegna il rispetto – Cronaca
MAZZIN DI FASSA. A quota 2.497 metri, nel silenzio del Vallone d’Antermoia, ci sono incontri che valgono più di tante parole. Mentre al Rifugio Antermoia fervono i preparativi per la riapertura di venerdì, una presenza speciale è tornata a fare visita alla struttura: una volpe che da tempo frequenta la zona e che il gestore Martin Riz ha ormai soprannominato la “mascotte” del rifugio
L’animale si è avvicinato con la naturale curiosità che da sempre caratterizza la specie, osservando da distanza ravvicinata i movimenti di chi sta preparando la nuova stagione estiva. Nessuna paura, nessuna confidenza eccessiva. Solo una convivenza silenziosa, fatta di rispetto reciproco.
In un periodo in cui spesso il rapporto tra uomo e fauna selvatica viene raccontato attraverso conflitti e problemi, l’immagine della volpe tra le montagne del Catinaccio offre una prospettiva diversa. Dimostra come la presenza umana, quando è discreta e consapevole, possa integrarsi con l’ambiente senza alterarne gli equilibri.
La volpe resta selvatica e libera, il rifugio continua a essere un presidio della montagna per escursionisti e alpinisti. Eppure, in questo angolo di Dolomiti, il loro incontro racconta qualcosa di prezioso: che il rispetto per la natura non allontana gli animali, ma crea le condizioni perché uomo e ambiente possano condividere gli stessi spazi in armonia. Una lezione semplice, che arriva dalla montagna e da una volpe diventata, senza volerlo, il simbolo dell’Antermoia.




