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La vicenda rocambolesca del wc in oro massiccio aggiudicato a oltre 12 millions di dollari

Un’opera d’arte, una toilette o entrambe le cose? Un wc in oro massiccio 18 carati è stato aggiudicato per 12,1 milioni di dollari – poco più di 10,5 milioni di euro – durante un’asta organizzata a New York martedì 18 novembre. Il sedile d’oro, battezzato America, porta la firma dell’italiano Maurizio Cattelan. Lungi dal voler ridurre la sua creazione a un semplice oggetto decorativo, l’artista provocatore l’aveva concepita per essere perfettamente funzionale. Abbastanza da regalare un tocco di stravaganza a qualunque interno.

Il prezioso pitale da un centinaio di chili, appartenute al finanziere miliardario statunitense Steve Cohen, erano state messe in vendita da Sotheby’s per dieci milioni di dollari. Una stima calcolata sulla base del prezzo corrente dell’oro. Sono poi state aggiudicate per due milioni in più al primo offerente della serata, riferisce ARTNews, mandando in frantumi le speranze di vederle raggiungere un prezzo da record. Vale però la pena ricordare che, per quella cifra decisamente frivola, sarebbe possibile acquistare più di 66.000 wc in ceramica, stando al costo medio di un water.

Il trono dorato è ormai di proprietà di Ripley’s Believe It or Not, una catena americana di attrazioni e musei specializzata in oggetti strani e sorprendenti. «Pieni di entusiasmo», hanno annunciato la lieta notizia mercoledì 19 novembre, proprio nel giorno mondiale del gabinetto, il World Toilet Day. Il luccicante oggetto non è destinato a finire in un angolino malinconico: sarà esposto al pubblico, anche se il luogo non è ancora stato rivelato. E non finisce qui. Ripley’s sta «attualmente valutando le possibilità» per consentire ai visitatori di sedersi davvero su quel trono. «Tuttavia, un’opportunità simile richiede una pianificazione rigorosa e qualcuno abbastanza coraggioso da assicurarsi che tutto vada per il verso giusto», hanno aggiunto.

Il «pitale» è stato ironicamente proposto a Donald Trump

Maurizio Cattelan, che da sempre concepisce le sue opere come una satira feroce del sistema dell’arte e dell’opulenza senza freni, aveva realizzato due esemplari di questi sanitari fuori scala nel 2016. Il primo, passato dalle mani di Steve Cohen a quelle della catena Ripley’s, ha trovato dunque una nuova dimora scintillante. Il suo gemello, invece, ha avuto un destino decisamente più rocambolesco.

Dopo essere stato messo a dura prova dai quasi 100.000 visitatori del Guggenheim tra il 2016 e l’estate 2017, quella tazza pregiata aveva iniziato una seconda vita, forse ancor più romanzesca della prima. Quando Donald Trump e la moglie Melania chiesero al museo il prestito di Paesaggio innevato di Van Gogh per decorare la Casa Bianca, l’istituzione – riportava allora AP – declinò cortesemente la richiesta… prima di avanzare un’alternativa dal sarcasmo devastante. Al posto di un Van Gogh, il Guggenheim propose ai Trump di prendere in prestito il celebre water d’oro. Un’offerta volutamente irriverente, un’allusione tagliente al gusto del presidente per tutto ciò che luccica, e un gesto che rivelava, senza troppe cautele, il profondo disprezzo di un museo che non ha mai fatto mistero della propria distanza dal leader repubblicano.


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