La vera storia di Ruby Franke, la mamma youtuber con milioni di follower, condannata per abusi sui figli
Era una mamma youtuber seguita da milioni di follower, a cui dava consigli per diventare genitori migliori, ma è finita al centro di uno dei casi più sconvolgenti degli ultimi anni negli Stati Uniti. Lo speciale che ricostruisce la storia di Ruby Franke, Abusati da mamma, arriva, in prima visione assoluta su Sky Crime e in streaming su NOW, lunedì 13 aprile alle 22,55.
Per anni, quella di Ruby Franke era sembrata una famiglia perfetta, che viveva nello Utah: la quotidianità sua, del marito Kevin (da cui si è separata nel 2022) e dei loro sei figli veniva raccontata su YouTube attraverso il canale 8 Passengers: le regole educative erano rigide, ma apparentemente «normali», la vita domestica sembrava da manuale. Ma dietro quella narrazione costruita per i social, si nascondeva una realtà completamente diversa: i figli – soprattutto i due più piccoli – erano isolati, sottoposti a privazioni e a un sistema di disciplina sempre più duro, fino a sfociare in veri e propri abusi.
Il punto di rottura arriva nell’agosto 2023, quando uno dei figli minori riesce a fuggire dalla casa in cui si trovava con la madre e con la sua collaboratrice e socia Jodi Hildebrandt. Il ragazzo si presenta in condizioni drammatiche a una casa vicina e chiede aiuto: è lui a innescare l’intervento dei soccorsi. Poco dopo, gli agenti e trovano la sorella minore nascosta, dando il via al salvataggio e agli arresti.
Il bambino appare denutrito, ferito, con segni evidenti di maltrattamenti. Nelle ricostruzioni del procuratore della contea di Washington, Eric Clarke, viene descritto un contesto in cui le violenze venivano giustificate come «correzione spirituale», in un contesto di estremismo religioso (i Franke erano membri della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni). Come riferiscono gli atti, ai bambini veniva fatto credere di essere «posseduti dal male» e quindi «da purificare». Il ragazzo fuggito racconta agli investigatori di essere stato legato, privato del cibo e sottoposto a punizioni fisiche. Le ferite, in alcuni casi, sarebbero state trattate con rimedi improvvisati come una miscela di miele e peperoncino, mentre le privazioni alimentari venivano giustificate come parte di un percorso di «redenzione».
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