Economia

La transizione energetica avanza, nonostante instabilità e incertezze

La transizione energetica globale continuerà a progredire nella seconda metà del decennio, nonostante un contesto geopolitico più instabile e segnali di rallentamento in alcune aree. A prevederlo sono le ultime previsioni di BloombergNef, da cui emerge un quadro mondiale frammentato, a macchia di leopardo, ma ancora sostenuto da fondamentali economici solidi. Il primo pilastro resta lo sviluppo delle rinnovabili: nel 2024 le installazioni globali di solare ed eolico hanno superato gli 800 gigawatt, un nuovo record e un livello triplo rispetto al 2021. Dopo una fase di stabilizzazione nel 2026, BloombergNef prevede una crescita più moderata fino al 2030, comunque sufficiente a confermare la traiettoria espansiva del settore. Nei prossimi cinque anni sono attesi 4,5 terawatt di nuova capacità eolica e solare, il 67% in più rispetto al quinquennio precedente. A sostenere la domanda saranno anche i data center per l’intelligenza artificiale e la diffusione dei veicoli elettrici, che rafforzano il fabbisogno di nuova capacità di generazione e di sistemi di accumulo.

Anche lo storage entra in una nuova fase. Le installazioni globali annuali supereranno per la prima volta i 100 GW nel 2026 e sono destinate a oltrepassare i 200 GW nel decennio successivo. Il calo dei costi è il vero punto di svolta: i prezzi dei sistemi di accumulo sono scesi a 117 dollari per kWh, meno di un terzo rispetto a tre anni fa, rendendo l’accumulo una componente strutturale dei sistemi elettrici ad alta penetrazione rinnovabile. Nel trasporto, l’elettrificazione continua a ridisegnare il mercato. Le vendite globali di veicoli elettrici hanno superato il 25% del totale e sono attese al 40% entro il 2030. La Cina resta il leader indiscusso, con una quota superiore al 50%, mentre l’Europa è sopra il 25%. La riduzione dei costi delle batterie sta erodendo il premio di prezzo degli EV, favorendone la diffusione anche nei mercati emergenti. Al tempo stesso, la rapida ascesa dei produttori cinesi sta riducendo le quote dei costruttori occidentali, spingendo le case europee verso partnership tecnologiche e industriali.

Installazioni annuali di impianti eolici, solari e sistemi di storage, dati storici e previsioni. Fonte: BloombergNEF

Installazioni annuali di impianti eolici, solari e sistemi di storage, dati storici e previsioni. Fonte: BloombergNEF 

Questa dinamica ha effetti anche sui mercati energetici tradizionali. BloombergNef colloca il picco della domanda globale di petrolio nel 2032, con gli EV destinati a sottrarre progressivamente volumi al mercato. Una previsione che resta solida anche in presenza di un rallentamento delle politiche climatiche statunitensi. Più complesso il percorso nei settori hard-to-abate, come industria pesante, edilizia, shipping e aviazione. Qui le tecnologie chiave – idrogeno, cattura della CO2, combustibili sostenibili – restano meno competitive e dipendono da politiche mirate. L’Unione europea è il mercato più avanzato sul fronte regolatorio, con l’introduzione del Cbam e il rafforzamento degli strumenti di sostegno alla decarbonizzazione industriale. Altri Paesi, come Cina e Giappone, stanno ampliando i mercati del carbonio e accelerando sugli incentivi. Nonostante aspettative ridimensionate, i numeri restano significativi: la capacità globale di carbon capture supererà i 200 milioni di tonnellate annue entro il 2030, la produzione di idrogeno pulito salirà a 5 Mtpa, mentre i combustibili sostenibili per il settore aereo copriranno circa il 3,8% della domanda globale di jet fuel a fine decennio.

Costo relativo del sistema energetico, Scenario di transizione economica vs Scenario Net Zero. Fonte: BloombergNEF

Costo relativo del sistema energetico, Scenario di transizione economica vs Scenario Net Zero. Fonte: BloombergNEF 

BloombergNef conclude che la transizione non è lineare né uniforme, ma continua ad avanzare. In un mondo sempre più esposto ai costi economici del cambiamento climatico, l’energia pulita resta la strada più efficace per limitare i danni e costruire un sistema energetico più resiliente. Un nuovo scenario climatico, atteso in primavera, mostrerà come mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C resti ancora un obiettivo raggiungibile, a costi complessivi solo marginalmente superiori rispetto allo scenario di base.


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