la testimonianza di un friulano bloccato ad Abu Dhabi
“Qui la situazione è molto confusa. Non ci sono informazioni ufficiali, arrivano solo due o tre messaggi al giorno. Poi guardi fuori e senti i colpi dei missili che esplodono in aria”.
È questa l’istantanea in tempo reale della situazione negli Emirati Arabi Uniti dopo l’ondata di attacchi iraniani che ha interessato l’area del Golfo nelle ultime ore. La testimonianza è quella di Andrea Colussi, udinese in rientro dall’India dopo un viaggio di lavoro, e bloccato da ieri, sabato 28 febbraio, ad Abu Dhabi.
Colussi era partito sabato mattina da Mumbai con Etihad Airways. Lo scalo previsto ad Abu Dhabi doveva essere solo una tappa verso Roma Fiumicino e poi Ronchi dei Legionari. Il viaggio si è però interrotto all’improvviso. “Hanno evacuato un intero aeroporto su cui ci sono stati più tentativi di attacco – ci riferisce – La compagnia aerea ci ha dato prontamente un hotel dove poter attendere il momento per ripartire, ma dalle informazioni che giungono sembra che non sarà possibile ripartire fino al prossimo 7 marzo”.
L’allarme sui telefoni e le esplosioni in cielo
La situazione, spiega, è scandita da messaggi di emergenza che arrivano direttamente sugli smartphone.

“I telefoni suonano tutti insieme, come durante il Covid, con un suono forte e un messaggio che invita a trovare un rifugio. Ma qui non ci sono veri e propri shelter o bunker. Si resta dentro agli hotel, sperando che non cadano detriti”. Dall’esterno dell’albergo, prosegue, si sentono distintamente le esplosioni in quota. “Si vedono anche le scie. Probabilmente è la contraerea degli Emirati che intercetta droni o missili”.

Le autorità locali, al momento, diffondono comunicazioni limitate e invitano la popolazione a restare al coperto. “Le strade sono completamente deserte – aggiunge Colussi – Siamo usciti per vedere l’esterno dell’hotel e non c’era nessuno. Quando cala la sera e durante la notte i botti si intensificano”.
La situazione tra Abu Dhabi e Dubai
Al momento non è chiaro quando i voli potranno riprendere regolarmente. “Si parla del 7 marzo, ma vediamo quanto andrà avanti. L’escalation è la cosa che ci preoccupa di più”. La sua situazione non è isolata. “Un’altra persona, in rientro dall’India con Emirates, è rimasta bloccata a Dubai – ci racconta Andrea –. Ci siamo sentiti proprio per aggiornarci sulla situazione. Mi ha riferito di aver assistito allo sgancio della bomba su un hotel a pochi minuti dal suo”.

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