‘La taverna del vicolo sbagliato’, mistero e introspezione nel nuovo romanzo di Charles Papa | isNews
Palazzo Marchesale di Ripalimosani ospita la presentazione dell’opera narrativa con cui lo scrittore chiude la trilogia dedicata al tempo
RIPALIMOSANI. Alcuni luoghi non esistono solo nello spazio, ma nel tempo. Mistero e introspezione sono al centro del nuovo romanzo di Charles Papa “La taverna del vicolo sbagliato” che sarà presentato a Palazzo Marchesale di Ripalimosani, venerdì 27 febbraio alle ore 18:00.
A dialogare con l’autore sarà Fatima Fraraccio, mentre Marialaura Ferrara e Andrea Garzanti cureranno la lettura dei testi con l’intervento di Marco Giampaolo.
Papa, dj e speaker radiofonico italo-britannico, torna in libreria con il capitolo conclusivo della trilogia che ha fatto del tempo il suo protagonista assoluto. Dopo “Sette giorni” (2020) e “Nuova Stoccolma” (2023), lo scrittore chiude un percorso narrativo ambizioso dove passato e presente dialogano attraverso destini incrociati.
Se nel primo romanzo lo scrittore ha esplorato la compressione temporale con la storia di Andrea Nyman, dj alle prese con una settimana che condensava un’intera esistenza, e nel secondo ha spinto verso territori distopici e metafisici, ora Papa compie un audace salto indietro. O forse no: perché in questo romanzo il tempo smette di essere una linea e diventa “una soglia da attraversare”.
Il racconto si sviluppa su due piani temporali paralleli. Nel 1827, una taverna nascosta nella Foresta Nera accoglie Lorraine Taquinze, custode di un “sapere antico, fragile e pericoloso”. Nel presente, William Doyle, manager di successo in fuga da un matrimonio fallito, scopre un enigmatico libro giapponese legato alla misteriosa Confraternita della Pietà. Due epoche, due vite apparentemente distanti che iniziano a riflettersi l’una nell’altra, creando un gioco di specchi che interroga il lettore su cosa ci lega davvero alle generazioni passate.
Papa ha costruito una trilogia dove il tempo non è solo uno sfondo, ma il vero motore narrativo. Nei primi due romanzi ha esplorato la compressione e la dilatazione fantascientifica, adesso invece sceglie la simultaneità: passato e presente che si interrogano e si completano.
L’eredità professionale di Papa è evidente anche in questa nuova narrazione. La critica lo ha paragonato a Nick Hornby per la capacità di descrivere “le sofferenze e la leggerezza, a volte superficiale, dell’uomo contemporaneo”. Ma Papa porta con sé un elemento distintivo: la musica. Non solo come colonna sonora suggerita, ma come filosofia narrativa.
Il ritmo delle sue pagine richiama quello di un dj set: alternanze, climax, pause meditate. E la taverna del titolo potrebbe essere letta come un club fuori dal tempo, dove si incrociano destini invece che playlist, dove il sapere antico si tramanda come un vinile raro.
“Sette giorni” era il romanzo dell’urgenza, “Nuova Stoccolma” quello della fuga, “La taverna del vicolo sbagliato” è l’opera della riconciliazione. Non solo con il proprio passato personale, ma con il Passato in senso assoluto: quella dimensione dove i nostri antenati hanno seminato i segreti che noi, senza saperlo, stiamo raccogliendo.
A pubblicare l’intera trilogia è BigBox Edizioni, casa editrice molisana diretta da Mario Scatolone, che negli ultimi anni si è distinta per un catalogo attento alla narrativa di qualità. La scelta di affidare un progetto così articolato a questa realtà editoriale testimonia la capacità di BigBox di sostenere opere ambiziose e di lungo respiro, rappresentando un esempio virtuoso di come l’editoria indipendente possa coniugare radicamento territoriale e respiro nazionale. https://consentcdn.cookiebot.eu/sdk/bc-v4.min.html
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