Trentino Alto Adige/Suedtirol

La Svp schiera i big contro la remigrazione – Cronaca



BOLZANO. Quando è troppo, è troppo. La Svp schiera i big contro la manifestazione della destra estrema sulla remigrazione, organizzata per domani pomeriggio. E sfilerà nel contro-corteo organizzato da 45 associazioni con lo slogan «nessuno spazio alla propaganda nazionalista e di odio razziale».

Il presidente Arno Kompatscher aveva annunciato per tempo «ci sarò». Ne è nata una aspra polemica con il vicepresidente Marco Galateo («segnale politico inopportuno»). E lo stesso Galateo (FdI) aveva provato a incunearsi, sottolineando che alla contromanifestazione, oltre a Kompatscher, ci sarebbe stata solo «la parte di sinistra della Svp». Detto fatto, ieri è arrivata una nota durissima dell’Obmann Dieter Steger e una presa di posizione firmata da Kompatscher con il presidente del consiglio provinciale Arnold Schuler.

Clima teso tra gli alleati provinciali. A Galateo, che sabato non parteciperà ad alcun corteo, fa eco l’assessore Christian Bianchi (Forza Italia): «Sarò a Roma e in ogni caso non sarei andato né da una parte né dall’altra. E sarebbe stato meglio che avessero adottato questo codice di comportamento anche gli altri componenti della giunta. Che sfilino associazioni e comitati, con diritto di parola garantito a tutti». Il sindaco Claudio Corrarati non parteciperà ai cortei.

Nelle scorse settimane forte imbarazzo: l’assessore Marco Caruso (Lega) ha sottoscritto la proposta di legge sulla remigrazione. E Maurizio Puglisi Ghizzi, uno degli organizzatori del corteo della destra, è consigliere di circoscrizione eletto con la Lega. Sulle imponenti misure di sicurezza dedicate alle due manifestazioni ha fatto il punto ieri pomeriggio a Palazzo Ducale il Comitato sicurezza e ordine pubblico. Gli organizzatori dell’uno e dell’altro lato assicurano: «Non vogliamo alcuna tensione, sarà un corteo pacifico». Su indicazione della questura, i due cortei sfileranno distanti per scongiurare alcuna possibilità di contatto (vedi articolo sotto).

La Svp prende posizione

Oltre a Kompatscher, nella Svp hanno annunciato la presenza alla manifestazione antifascista, tra gli altri, la senatrice Julia Unterberger e la sindaca di Merano Katharina Zeller.

Il capogruppo del gruppo misto alla Camera Manfred Schullian non ci sarà, ma ha sottoscritto nei giorni scorsi l’appello di tutti i partiti di centrosinistra, più TeamK e Civica di Angelo Gennaccaro. La Svp interviene con l’Obmann Dieter Steger, che ricorda come principi fondanti del partito «una ferma posizione antinazionalista, antinazista e antifascista». E quindi, riconosciuto il diritto di manifestazione, dice Steger, a proposto del corteo sulla remigrazione: «Non condivido minimamente i contenuti di tale iniziativa, organizzata da noti gruppi di estrema destra». Steger prende posizione sul corteo delle associazioni: «La mia solidarietà va a tutti coloro che, nella contromanifestazione, dimostreranno pacificamente il loro sostegno a una politica sensata, equilibrata e centrista in materia di immigrazione, una politica che rifiuta chiaramente qualsiasi estremismo».

Per essere più chiaro, ribadisce la contrarietà a ogni fenomeno di immigrazione clandestina, ricordando che «l’Alto Adige, come tutta l’Europa, dipende da una migrazione di lavoro regolamentata».

Schuler e Kompatscher

Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, Kompatscher ha deciso di scrivere le sue ragioni, insieme a Schuler, le due figure di vertice della politica provinciale: giunta e Consiglio. «Difendere la democrazia e lo Stato di diritto», è la premessa. Entrambi rispettano «le valutazioni da parte degli organi competenti circa l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione», ma allo stesso tempo ribadiscono in modo inequivocabile il loro deciso rifiuto «delle ideologie di estrema destra e anticostituzionali».

Kompatscher insiste: «Remigrazione non è altro che un eufemismo per deportazione. Dove vengono violate le regole, intervengono le leggi. Ma remigrazione ed espulsione sono due cose diverse. A differenza dell’espulsione regolata dalla legge, che garantisce il rispetto dei diritti umani, la cosiddetta remigrazione è una deportazione arbitraria». Il presidente condanna i contenuti sostenuti dagli organizzatori. È in stretto contatto «con la commissaria del Governo e il questore, che hanno assicurato un attento monitoraggio dell’evento nel rispetto dei principi dello Stato di diritto. Un divieto preventivo non farebbe altro che attribuire agli organizzatori il ruolo di vittime e attirare su di loro un’attenzione inutile. Come società civile, dobbiamo opporci con decisione alle tendenze disumane, ma allo stesso tempo garantire il diritto alla libertà di espressione. Continuerò a combattere le ideologie fasciste e a difendere lo Stato di diritto».

Così Schuler: «La nostra provincia è storicamente e socialmente sinonimo di diversità, autonomia e convivenza pacifica tra i gruppi linguistici. Chi fa politica all’insegna dello slogan “remigrazione” mette in discussione i principi della nostra convivenza democratica. La nostra storia ci ha insegnato cosa possono significare l’emarginazione, la privazione dei diritti e la migrazione forzata».




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