Veneto

La strana storia del falso idraulico di Mestre che fugge con i soldi e continua a farla franca

MESTRE – Una storia che ha dell’incredibile quella che arriva dal territorio del Triveneto, dove un uomo, spacciandosi per idraulico, sarebbe riuscito a truffare decine di clienti senza mai essere fermato. Il protagonista di questa vicenda è un quarantenne di Cornuda, già noto alle forze dell’ordine, che negli ultimi anni avrebbe messo in atto un modus operandi preciso e ripetitivo, approfittando della necessità di interventi rapidi da parte dei cittadini e della crescente fiducia negli annunci sui social network.

Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo si presenta come un professionista pronto a intervenire tempestivamente, anche nei giorni festivi, garantendo competenza e rapidità. La tattica, però, è ben studiata: al primo intervento richiede un anticipo per pezzi di ricambio necessari alla riparazione di caldaie o condizionatori e, una volta ricevuto il pagamento, sparisce nel nulla. Poco conta che il pagamento avvenga spesso tramite metodi tracciabili, come bonifici o ricariche, con ricevute intestate a un’attività commerciale chiusa da anni, diventa quasi impossibile rintracciarlo legalmente e soprattutto farsi risarcire.

I numeri parlano chiaro: oltre cinquanta clienti, tra Treviso, Venezia, Padova, Belluno e Pordenone, hanno denunciato episodi simili, con importi sottratti che oscillano generalmente tra i duecento e i trecento euro, anche se non mancano segnalazioni di cifre superiori, fino a 1.500 euro. Nonostante le denunce, molti clienti hanno scelto di non proseguire legalmente, scoraggiati dai costi e dai tempi necessari per affrontare le pratiche giudiziarie, situazione che l’uomo sfrutta sistematicamente.

“Continua a spostarsi da zona a zona, utilizzando nomi diversi sui social e rispondendo con toni minacciosi a chi cerca di mettere in guardia altri utenti – raccontano alcune delle vittime –. Ha minacciato querele per diffamazione, rendendo difficile la condivisione di informazioni preventive”. Oltre a offrire servizi domestici, il sedicente idraulico avrebbe persino venduto online componenti e materiali sottratti durante i finti interventi, consolidando così un giro di attività illecite che, secondo quanto riportato, andrebbe avanti almeno dal 2020.

Le modalità di truffa appaiono strutturate e ripetitive. Dopo aver intercettato i clienti su pagine social locali o dedicate alla ricerca di artigiani, l’uomo propone sopralluoghi rapidi e preventivi vantaggiosi. Si presenta a casa con strumenti da lavoro e borsone, talvolta smonta qualche componente dell’impianto per dare l’impressione di professionalità, e richiede un anticipo per l’acquisto dei pezzi. In alcuni casi, avrebbe persino tentato riparazioni parziali, ma senza mai completare il lavoro, causando spesso ulteriori danni agli impianti. Una volta incassato il denaro, l’uomo sparisce, rinviando appuntamenti, smettendo di rispondere alle chiamate e bloccando le comunicazioni sui social.

Il quadro diventa più complesso quando si considerano le vittime più vulnerabili: persone anziane, cittadini con disabilità o famiglie in difficoltà economiche. La truffa, pur consistendo in importi relativamente modesti, ha un impatto sociale rilevante, generando sfiducia e allarme tra chi si trova a dover affrontare urgenze domestiche. La facilità con cui il truffatore si muove tra comuni e province diverse, unita alla scarsità di strumenti efficaci per fermarlo, rende la situazione particolarmente critica.

Le forze dell’ordine sono a conoscenza del soggetto da tempo. Tuttavia, in casi simili, la giurisprudenza italiana e le valutazioni del pubblico ministero hanno portato spesso all’archiviazione delle denunce, soprattutto quando gli importi sottratti sono considerati “di lieve entità”. Una vittima racconta di aver segnalato un episodio avvenuto due anni fa a Padova, dove il quarantenne aveva richiesto 300 euro per sostituire una tubatura e poi si era reso irrintracciabile. “Il PM ha chiesto l’archiviazione per tenuità dei fatti – spiega la vittima – e ho deciso di non oppormi vista la spesa legale che avrei dovuto affrontare”. Situazioni simili, sommate nel tempo, contribuiscono a creare un senso di impunità attorno al truffatore.

Il fenomeno evidenzia anche una vulnerabilità nell’approccio dei cittadini alla ricerca di servizi professionali tramite social network. La crescente dipendenza da piattaforme come Facebook per trovare tecnici domestici può trasformarsi in un terreno fertile per truffatori ben organizzati. L’intercettazione di potenziali vittime avviene in modo mirato: l’uomo risponde agli annunci locali e propone interventi urgenti e preventivi vantaggiosi, inducendo fiducia e abbassando la soglia di attenzione dei clienti. La simulazione di professionalità, la disponibilità immediata e l’uso di strumenti tracciabili apparentemente sicuri sono elementi che rendono difficile percepire il rischio fino a quando non è troppo tardi.

Dal punto di vista legale e sociale, il caso solleva interrogativi importanti: quanto possono fare le vittime di piccoli reati seriali per proteggersi? Quali strumenti possono essere messi in atto per evitare che truffatori con precedenti riescano a operare indisturbati su larga scala? Alcuni esperti di sicurezza online e consumatori consigliano di verificare sempre l’effettiva esistenza dell’attività commerciale, richiedere referenze o preventivi scritti da professionisti certificati e diffidare di chi richiede anticipi elevati senza documentazione valida.

Ma la vicenda mette anche in luce il bisogno di una maggiore collaborazione tra piattaforme social e autorità locali per monitorare e segnalare comportamenti sospetti. Nonostante gli allarmi tra gli utenti, il truffatore sembra riuscire a cambiare identità digitale con facilità, evitando così conseguenze dirette. I sistemi di pagamento tracciabili e le ricevute fasulle, intestate a un’attività chiusa, costituiscono ulteriori ostacoli per le indagini e la possibilità di recuperare i fondi sottratti.

La cronaca locale di Mestre e delle province limitrofe racconta un fenomeno che va oltre la singola truffa, delineando un modello di criminalità agile, capace di sfruttare le vulnerabilità digitali e le esigenze quotidiane dei cittadini. Le autorità continuano a monitorare la situazione, ma al momento non ci sono notizie di arresti o provvedimenti che abbiano interrotto l’attività del sedicente idraulico. Non resta quindi che raccomandare la prudenza e la verifica scrupolosa delle credenziali di chi offre servizi professionali, anche quando l’urgenza sembra imporre una soluzione immediata.


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