Scienza e tecnologia

La storia di NVIDIA: dalle GPU gaming all’impero dell’AI

Nell’arco di poco più di trent’anni, NVIDIA è passata dall’essere una startup sull’orlo della bancarotta a una delle aziende tecnologiche più influenti e ricche al mondo, con una capitalizzazione che ha toccato cifre mai viste prima nel settore. Una crescita che oggi associamo all’intelligenza artificiale, ma che nasce molto prima, tra errori clamorosi, scelte rischiose e un’idea precisa di cosa sarebbe diventata la grafica computazionale.

Ripercorrere la storia di NVIDIA significa capire come un’azienda partita dal gaming su PC sia riuscita a reinventarsi più volte, sopravvivendo a crisi finanziarie, cause legali e cambi di mercato, fino a diventare il perno su cui ruota gran parte della rivoluzione AI attuale.

Se volete guardare e ascoltare questa storia, potete farlo nella nuova puntata del nostro podcast, Tech Stories, che trovate subito a seguire.

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La nascita di NVIDIA

Nel 1993 Jensen Huang, Chris Malachowsky e Curtis Priem fondano NVIDIA con l’idea di puntare sulla grafica 3D, allora agli albori.

Il primo progetto, il chip NV1, arriva sul mercato nel 1995 ed è tecnicamente ambizioso, ma si rivela un fallimento commerciale. Costa troppo, integra funzioni premature per il mercato e soprattutto utilizza uno standard grafico incompatibile con le DirectX di Microsoft, che diventeranno rapidamente lo standard dominante su PC.

La situazione precipita quando NVIDIA capisce che anche il progetto successivo, destinato a SEGA per una nuova console, non può funzionare. L’azienda ha liquidità per poche settimane e Huang si trova costretto a rinegoziare l’accordo, ammettendo apertamente l’errore tecnico. SEGA rinuncia al chip, ma decide comunque di investire 5 milioni di dollari in NVIDIA, permettendole di evitare la bancarotta.

Con quei fondi, NVIDIA cambia strategia in modo radicale. Cancella i progetti precedenti, riduce il personale e concentra tutte le risorse su un nuovo chip compatibile con DirectX. Nel 1997 nasce così RIVA 128, il primo vero successo commerciale dell’azienda, capace di vendere un milione di unità in quattro mesi.

Due anni dopo arriva la GeForce 256, considerata la prima GPU moderna grazie all’accelerazione programmabile, e nello stesso anno NVIDIA debutta al NASDAQ, segnando la fine della fase più fragile della sua storia.

NVIDIA NV1

Console e GPU leggendarie

L’inizio degli anni 2000 segna l’ingresso di NVIDIA nel mondo delle console. Nel 2001 Microsoft lancia la prima Xbox con un chip grafico NVIDIA basato su DirectX, versando all’azienda 200 milioni di dollari in anticipo. Quella liquidità consente a NVIDIA di accelerare la crescita, acquisire la rivale 3dfx e consolidare la propria posizione nel mercato delle GPU per PC, dove resta come principale concorrente solo ATI, poi acquisita da AMD.

Negli anni successivi arrivano numerose generazioni di GeForce, insieme alle linee Quadro e Tesla per il settore professionale. Nel 2006 debutta l’architettura CUDA, mentre nello stesso periodo NVIDIA firma un altro accordo di peso con Sony per la PlayStation 3, che utilizza il chip grafico RSX. Nel 2007 la crescita sembra inarrestabile, tanto che NVIDIA viene premiata come azienda dell’anno da Forbes.

NVIDIA GeForce FX

Il 2008 interrompe bruscamente questa fase. NVIDIA comunica una svalutazione dei ricavi di circa 200 milioni di dollari legata a problemi di affidabilità di alcuni chip per notebook, seguita da una class action che mette sotto pressione conti e reputazione. Poco dopo esplode anche il contenzioso con Intel, che accusa NVIDIA di violazioni sui chipset. La disputa si chiude solo nel 2011, con un accordo che prevede un pagamento di 1,5 miliardi di dollari da parte di Intel, chiudendo una delle fasi più delicate della storia dell’azienda.

CUDA e AI: il record in borsa

Già dal 2006, NVIDIA inizia a lavorare su CUDA, una piattaforma di calcolo parallelo pensata inizialmente come supporto alle GPU, ma presto adottata anche per applicazioni al di fuori del gaming. Alcuni gruppi di ricerca iniziano a usare GPU NVIDIA e CUDA per il deep learning, ottenendo incrementi di prestazioni molto significativi rispetto ai sistemi tradizionali. È il primo segnale che la grafica può diventare uno strumento centrale per l’intelligenza artificiale.

Negli anni successivi NVIDIA sviluppa hardware sempre più specializzato per l’AI, come i sistemi DGX e le soluzioni per data center, affiancando al lato hardware un ecosistema software sempre più esteso. Parallelamente, nel mercato consumer, l’azienda introduce le GeForce RTX, portando ray tracing e DLSS, tecnologie che segnano un cambio di approccio e contribuiscono a spostare l’attenzione dal semplice aumento di potenza bruta all’uso del software per migliorare le prestazioni.

La crescita dei ricavi accelera in modo evidente dopo il 2022, quando NVIDIA supera per la prima volta i 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione, fino a toccare i 5000 miliardi nel 2025. Oggi il focus dell’azienda è sempre più orientato all’AI, ai data center e alle collaborazioni industriali, mentre il gaming perde centralità nel discorso pubblico di NVIDIA. Una trasformazione che spiega perché l’azienda non sia più soltanto un produttore di GPU, ma uno degli attori chiave dell’infrastruttura tecnologica globale.


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