La Spezia, lettera del sindaco nel giorno dei funerali di Abanoub Youssef: “La giustizia è l’unica risposta al dolore”

Il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha indirizzato una lettera aperta alla cittadinanza nel giorno dei funerali di Abanoub Youssef, lo studente diciottenne accoltellato a morte da un compagno all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo”. Il primo cittadino ha invitato la comunità a fermarsi per condividere il dolore della famiglia, degli amici, della comunità scolastica e della comunità cristiana copta.
Il richiamo alla responsabilità collettiva
“Ascoltare il rumore di quel dolore, di quel silenzio e di quegli addii, anche il nostro, è oggi un dovere morale”, ha scritto Peracchini nella lettera. Il sindaco ha definito questo gesto come l’unico modo per non lasciare sola una famiglia e un’intera generazione di giovani spezzini che da venerdì scorso si interrogano con paura e rabbia. Peracchini ha espresso il suo pensiero da padre prima che da sindaco, dichiarando che risulta “impensabile accompagnare il proprio figlio a scuola e non poterlo riabbracciare all’uscita”. Il primo cittadino ha ricordato di aver conosciuto Youssef attraverso la comunità cristiana copta e per l’impegno del ragazzo durante l’emergenza Covid.
La promessa di impegno istituzionale
Il sindaco ha indicato nella giustizia l’unica risposta possibile alla rabbia e alla paura di chi si trova accanto a quel banco vuoto. Peracchini ha citato le parole di papa Francesco sulla giustizia che “ha bisogno di verità, di fiducia, di lealtà e di purezza di intenti”. Il messaggio del primo cittadino non si limita al cordoglio ma rappresenta una promessa di impegno istituzionale per arginare un dolore definito “immenso e intergenerazionale”. Le classi della città hanno osservato un minuto di silenzio in memoria dello studente ucciso nell’istituto professionale spezzino.
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