La società si faccia sentire

Le immagini televisive hanno confermato: il rigore che ha condannato alla sconfitta il Perugia era inesistente. Una mortificazione enorme per chi aveva fatto di tutto per strappare un risultato positivo, che poteva far comodo indubbiamente, al cospetto di una squadra nettamente più forte.
A farsi portavoce di questo stato di disagio è Giovanni Tedesco, mai così esplicito: “Sono più che arrabbiato perché perdere in questo modo non è possibile. E anche con la mia società lo sono. Questa squadra deve avere più presenza ed essere difesa. Altri si sono lamentati per tutta la settimana. Io non dormo per questa squadra”.
Nel primo tempo si poteva forse dare di più: “Puoi partire 3-5-2, c’è un lavoro settimanale e non può essere rovinato così. Bisogna farsi sentire e non con le email. Che non servono a nulla. Noi ne abbiamo mandata una dopo Gubbio e ci hanno risposto che c’era rigore su Bacchin e di minuti di recupero ce ne erano venti e non dieci. Se la società si sentirà offesa e vorrà prendere decisioni pazienza”.
Poco spazio per le valutazioni tecniche: “Nel primo tempo facevamo fatica a tenere palla ma non riuscivamo a ripartire. Poi ci siamo risistemati”.
Grande prova, ma tutto inutile
Tra i migliori c’è Cristian Dell’Orco, anche lui senza parole: “Ero lì e non c’era. Il braccio era vicino al corpo. Sicuramente avranno visto diversamente. Sicuramente si avrà voluto compensare quanto avvenuto nel primo tempo”.
Poi sul piano gara: “È stato preparato in un certo modo e stava andando bene. Forse dovevamo gestire meglio la palla ma avevamo subito poco. Il gol su palla inattiva ha sparigliato le carte. Poi l’episodio che ci ha portato via un punto meritato. Dobbiamo fare di più anche noi comunque”.
Ripartire sarà la cosa più difficile: “C’era rabbia per gli episodi ma dobbiamo trasformarla in energia positiva. Dobbiamo guardare la prestazione e isolarsi da quel che si dice all’esterno”.
2 minuti di lettura
Source link




