la sfida verde e digitale parte da Udine

Sono diciotto i progetti ideati da 38 imprese per accompagnare la transizione verde e digitale della manifattura avanzata. A renderli possibili quattro bandi promossi dall’Università di Udine, per un valore complessivo di 6 milioni di euro. Sette iniziative riguardano il settore dell’energia, cinque l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati, tre la manifattura intelligente, meccatronica e robotica, e altre tre i materiali innovativi. Un mosaico di interventi che unisce sostenibilità, digitalizzazione e competitività industriale. Dodici progetti sono stati sviluppati da aziende del Triveneto, sei da realtà del Mezzogiorno. In diversi casi sono coinvolti nomi di primo piano del panorama industriale come Danieli Officine Meccaniche, Danieli Automation, Electrolux Italia, Electrolux Professional, Faber Industrie e Beantech.
La presentazione in Ateneo
I risultati e l’impatto dei progetti sul territorio sono stati illustrati nell’auditorium della Biblioteca scientifica dell’ateneo dal rettore Angelo Montanari e dal presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo. “Questi 18 progetti nati dalle aziende rappresentano un contributo reale e concreto al rafforzamento della competitività del sistema produttivo più avanzato”, ha spiegato Montanari, sottolineando il valore della collaborazione tra imprese che, in molti casi, hanno lavorato insieme in modo complementare. La sfida, ha aggiunto il rettore, è mantenere vivo questo modello di cooperazione università-imprese, coinvolgendo attivamente anche enti territoriali e scuole, per creare un ambiente capace non solo di competere ma anche di attrarre e trattenere talenti. Pozzo ha ribadito come la collaborazione strutturata tra imprese e ricerca favorisca un trasferimento più rapido di tecnologie e competenze. “In un mondo dominato da una competizione serrata – ha evidenziato – la chiave del successo per un territorio manifatturiero come il nostro è trasferire innovazione nei processi produttivi e formare le risorse umane in grado di implementarla”.
Dentro l’ecosistema iNEST
L’iniziativa rientra nelle attività di iNEST, ecosistema dell’innovazione del Nord Est finanziato dal Pnrr con 110 milioni di euro. L’università di Udine è tra i soci fondatori insieme agli atenei di Padova, Verona, Venezia, Trento, Bolzano, Trieste, alla Sissa, al Cnr e all’Ogs. Il baricentro dell’impegno udinese è la transizione verde e digitale applicata alla manifattura avanzata. Tra le azioni strategiche anche il coordinamento dei “lab village”, laboratori congiunti dove ricercatori universitari e aziendali condividono competenze e infrastrutture.
Dai robot per i rifiuti all’idrogeno verde
Tra i progetti triveneti figurano iniziative su plastica riciclabile, idrogeno per l’industria, simulazioni digitali per macchinari, acciai elettrici sviluppati con l’intelligenza artificiale, piattaforme per comunità energetiche, robot per lo smistamento dei rifiuti e sistemi avanzati per la produzione additiva. Dal Mezzogiorno arrivano invece proposte che spaziano dalla gestione documentale con AI ai musei d’impresa in realtà virtuale, dal riutilizzo di scarti industriali a soluzioni per reti idrauliche intelligenti e prodotti derivati da scarti oleari in ottica di economia circolare.
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