la sfida del Campidoglio per salvare l’Esquilino
Ridare luce, sicurezza e dignità al rione più multietnico e complesso della Capitale, partendo dal suo cuore pulsante: piazza Vittorio Emanuele II.
È questa la scommessa della Cabina di regia per l’Esquilino che si è riunita ieri pomeriggio, in una convocazione insolita e simbolica all’aria aperta, direttamente all’interno dei Giardini Nicola Calipari.
Sul tavolo, un pacchetto di interventi d’emergenza che il Campidoglio intende sbloccare prima della fine dell’anno per rispondere al grido d’aiuto di residenti, commercianti dello storico mercato rionale e comitati di quartiere.
Un piano che spazia dal potenziamento dell’illuminazione pubblica alla caccia ai vandali delle bombolette spray, fino alla gestione delle pesanti marginalità sociali che gravitano intorno alla stazione Termini.
Il piano d’azione: portici puliti e giardini illuminati entro l’estate
A tracciare la linea del Comune sono stati i consiglieri capitolini del Partito Democratico Mariano Angelucci e Giammarco Palmieri, che hanno illustrato le priorità del cronoprogramma:
Illuminazione: Potenziamento dei lampioni all’interno dei Giardini Calipari entro la fine dell’estate, per scoraggiare i fenomeni di spaccio e microcriminalità nelle ore serali.
Decoro anti-graffiti: Avvio immediato delle operazioni di pulizia e rimozione delle scritte vandaliche che deturpano gli storici portici umbertini di piazza Vittorio.
Manutenzione stradale: Ripristino urgente dei semafori fuori uso agli incroci del quartiere, riparazione delle storiche fontanelle d’acqua nei giardini e pulizia straordinaria degli accessi alle fermate della metropolitana.
Accanto alla riqualificazione estetica, il piano prevede un giro di vite sui controlli amministrativi nei supermercati e nei minimarket della zona, spesso sanzionati per la vendita irregolare di alcolici, e un coordinamento più stretto con i servizi sociali per offrire percorsi di assistenza e inserimento alle persone senza fissa dimora che trovano rifugio sotto i portici.
I residenti frenano: «Troppi annunci, le associazioni fanno il lavoro del Comune»
Nonostante l’apertura del canale di dialogo con le istituzioni, dal territorio traspira un clima di forte scetticismo. La presidente del Polo Civico Esquilino, Barbara Bonomi, pur promuovendo l’idea di una Cabina di regia itinerante che si riunisca nei luoghi sensibili del rione, non nasconde le sue perplessità:
«Le grandi criticità storiche del nostro quartiere rimangono purtroppo senza risposte concrete. Il verde pubblico è in condizioni disastrose e sul fronte della pulizia continuiamo a sentire promesse a cui non segue mai un reale cambiamento visibile per strada. Oggi il decoro dell’Esquilino è sorretto in gran parte dallo sforzo encomiabile dei volontari e delle associazioni, mentre dovrebbe essere un servizio ordinario garantito dal Campidoglio».
I comitati chiedono risposte anche su altri due fronti caldi: la viabilità interna (con progetti già pronti e concordati con il Municipio I che giacciono nei cassetti comunali) e una strategia commerciale che difenda le botteghe storiche di qualità dall’abusivismo e dalla standardizzazione dei negozi di souvenir e chincaglierie.
Il nodo del “Dente Cariato”
Il cammino della Cabina di regia è comunque destinato a proseguire. Entro dicembre sono già in programma altri tre tavoli di verifica per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e affrontare dossier ancora più spinosi.
Tra questi spicca il destino del cosiddetto “Dente Cariato”, lo scheletro edilizio simbolo del degrado strutturale del quartiere che aspetta una riqualificazione da decenni.
«L’Esquilino non chiede più soltanto di essere ascoltato», conclude Barbara Bonomi. «I cittadini vogliono vedere i cantieri aperti e date certe». La sfida del sindaco Gualtieri è appena iniziata: dimostrare che la fiducia dei romani si riconquista con i fatti, e non solo con le cabine di regia.
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