La sex ambassador Tami Tsunami: «Se un uomo mi giudica, amen. Ma quando a puntare il dito è una donna, mi si spezza qualcosa dentro. Perché tutte, almeno una volta, siamo state umiliate, toccate, sminuite»
Non è nata per scandalizzare, ma per liberare. Non per provocare, ma per parlare di desiderio in modo nuovo — finalmente onesto. Tami Tsunami è un nome d’arte, ma non è una maschera. È l’alter ego che Cinzia Di Nunno — 32 anni, milanese, figlia del quartiere Forlanini, numerosi lavori alle spalle — ha creato per diventare ciò che la versione timida di sé non osava ancora essere: una donna libera, diretta, potente. Un’imprenditrice del proprio corpo e della propria parola, attiva sulla piattaforma OnlyFans, con filmati riservati a un pubblico adulto, da ormai 6 anni.
Ora rilancia la sua carriera con il libro «Le mie amiche non sanno che… Il sesso secondo me» (Rizzoli), in cui Tami si fa «sex ambassador» consapevole, desiderosa di condividere con il suo pubblico piccanti segreti per la camera da letto. La incontriamo al telefono, ma sembra di averla davanti. E mentre fuori i tabù resistono, dentro questa conversazione si smontano, uno a uno.
Partiamo dal titolo: «Le mie amiche non sanno che…». Che cosa non sanno, esattamente?
«Non sanno quanto è bello smettere di vergognarsi. Non sanno che il sesso può essere leggero, potente, divertente, rispettoso. Non sanno che non serve fingere, o avere paura di chiedere ciò che si desidera. Questo libro è il mio modo di dirglielo, come farei a un’amica al bar, senza tabù, senza sussurrare. È una guida per liberarsi. E magari anche per volersi un po’ più bene».
Per molte persone lei è «solo» una sex creator. Ma questo libro sembra voler dire: «Io sono molto di più».
«Sì, anche. Ma in realtà questo libro non nasce per raccontare me, ma per parlare alle altre. A chi ha desideri e non li nomina, a chi ha voglia di scoprire, ma si sente in colpa. Io ascolto ogni giorno centinaia di persone. Non cercano solo sesso: cercano comprensione. Confidano segreti, fantasie, insicurezze. E così ho capito una cosa: il sesso è una questione culturale. E in Italia, ancora oggi, è trattato come un peccato. Per questo ho voluto scrivere un vademecum del piacere… ma anche della libertà».
Il suo alter ego si chiama Tami Tsunami. Cinzia, invece, com’è?
«Cinzia è insicura, riservata, timida. Tami è un carro armato. L’ho scelta come nome d’arte perché dovevo inventarmi una forza che ancora non avevo. “Tsunami” l’ho preso dalla cantante americana Kehlani. E funziona: quando divento Tami, riesco a fare tutto quello che Cinzia da sola non avrebbe mai osato. Ma non sono due persone diverse: sono la stessa, solo che una protegge l’altra».
Si sente più libera da quando esiste Tami?
«Mi sento più padrona di me. Prima cercavo di piacere a tutti, oggi cerco di essere fedele a me stessa. Io dico sempre: “Voglio svegliarmi, lavarmi una sola faccia e non quella di scorta”. È questa, per me, la vera libertà: essere chi sei, senza chiedere il permesso».
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