la segretaria provinciale striglia i compagni del Pd
PESARO «Mi si nota di più se (inter)vengo e me ne sto in disparte o se non (inter)vengo per niente?». Parafrasando Nanni Moretti in Ecce bombo, la situazione nel Partito democratico – in provincia e non solo – è quantomeno confusionaria, per non dire sfuggita di mano.
Le critiche a Cicoli
I dem di casa nostra, marziani noti per litigi e polemiche interne, almeno per una volta sembravano riuscire a procedere uniti e compatti sul caso di Claudio Cicoli, primario di Ostetricia e Ginecologia a Pesaro e Fano “colpevole” di essersi prestato a una video-intervista pubblicata sui social del Centro Medico Arcadia di Fano nella quale si presentava e annunciava i servizi che avrebbe offerto nella struttura, in modalità extramoenia. Ma l’apparenza inganna, e nel Pd lo sanno bene. Per due giorni la maggioranza che sostiene Andrea Biancani alla guida di Pesaro ha attaccato Cicoli adducendo violazioni deontologiche e una commistione tra pubblico e privato. La consigliera regionale Micaela Vitri ha chiamato in causa il Presidente della Regione Acquaroli e il Direttore dell’Ast 1 di Pesaro e Urbino Carelli: «Rispondano e valutino eventuali provvedimenti per Cicoli».
La frattura
Al terzo giorno arriva però la nota firmata da Rosetta Fulvi, segretaria provinciale uscente e in lizza per una possibile riconferma: «È opportuno ricondurre il dibattito entro confini di equilibrio.
Comprendiamo le preoccupazioni espresse dal gruppo consiliare Pd di Pesaro e dalla consigliera regionale Micaela Vitri, ma in questa fase è fondamentale evitare toni che possano alimentare ulteriori tensioni o generare sfiducia nei confronti delle strutture pubbliche e dei professionisti che vi operano». Il fatto che Fulvi faccia parte dello staff dei collaboratori di Vitri a Palazzo Leopardi rende il quadro ai limiti del paradossale.
La segretaria provinciale prosegue: «Sarebbe stato opportuno che Cicoli evitasse quello spot, ma il suo intervento non può e non deve essere interpretato come una messa in discussione del valore della sanità pubblica. Se vi è stato un errore di comunicazione nell’aver richiamato esperienze o realtà della sanità pubblica a sostegno di quella privata, esso va ricondotto a un’imprecisione o a una leggerezza nel linguaggio, non certo a una scelta politica di campo». Nemmeno Acquaroli, Carelli e l’assessore regionale alla Sanità Calcinaro probabilmente avrebbero immaginato una difesa tanto efficace.
«Il Pd provinciale – si legge ancora nella nota – invita tutte le proprie rappresentanze a mantenere un confronto franco ma unitario, evitando contrapposizioni interne che rischiano di indebolire il messaggio principale: la difesa di una sanità pubblica efficiente, accessibile e di qualità. La salute non può diventare terreno di scontro politico, ma deve restare ambito di responsabilità condivisa». Chi detta la linea politica nel partito? Parafrasando Pirandello, probabile che la risposta sia “uno, nessuno e centomila”.




