Umbria

La salute dei lavoratori non può aspettare, rischio infortuni e morti sul lavoro”


“Il dato sul rispetto dei tempi delle prime visite specialistiche in Umbria, fermo al 62,7%, ci colloca al penultimo posto in Italia, davanti soltanto alla Puglia, che registra il 55,3%. Significa che oltre una visita su tre non viene garantita nei tempi previsti. Una situazione che deve far riflettere e che richiede risposte concrete”: la denuncia porta la firma di Alessio Panfili, segretario Generale della FenealUIL Umbria, commentando i dati AGENAS sulle liste d’attesa nella sanità pubblica. 

“Per chi lavora in edilizia, la tempestività delle cure assume un’importanza particolare” ha continuato Panfili “Parliamo di lavoratori che ogni giorno affrontano sforzi fisici, movimentazione di carichi, esposizione a polveri, rumore e condizioni climatiche difficili. Patologie muscolo-scheletriche, problemi articolari e malattie professionali richiedono diagnosi tempestive, controlli specialistici e percorsi di cura adeguati. Ritardare una visita significa rischiare di aggravare una patologia, prolungare un’assenza dal lavoro o costringere una persona a continuare a lavorare convivendo con un problema di salute. La prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali non finisce ai cancelli del cantiere, ma passa anche attraverso una sanità pubblica efficiente e accessibile”.

La FeneaLUIL Umbria si appella alla Regione per rafforzare la sanità territoriale, ridurre i tempi di attesa e garantire percorsi diagnostici tempestivi, con particolare attenzione alle patologie legate alle attività lavorative. “Non possiamo accettare una sanità a due velocità – ha concluso il segretario regionale – dove chi può permetterselo paga privatamente e chi non può è costretto ad aspettare. La tutela della salute è parte integrante della sicurezza sul lavoro e della dignità dei lavoratori. Garantire cure tempestive significa proteggere le persone, le loro famiglie e il loro futuro”.


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