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la Roma “incerottata” strappa il pari a Bologna (1-1)

La Roma pareggia 1-1 a Bologna nell’andata degli ottavi di finale di Europa League, giocando una partita simile a quella vista contro il Genoa domenica.

Una prestazione che è sicuramente figlia delle troppe assenze, soprattutto in attacco, che non permettono più alla squadra di esprimere il bel calcio visto fino a qualche settimana fa. Almeno, però, stavolta è arrivato un pareggio.

Mancini squalificato, Dovbyk, Ferguson e Angelino malati, Soulé con la pubalgia, Dybala appena operato, Venturino non in lista, Hermoso non ancora pronto, Koné infortunato all’ultimo momento: questa la situazione con cui Gasperini ha dovuto fare i conti per mettere in campo un undici decente.

Alla fine la Roma scende in campo con un 3-4-1-2: Svilar in porta; Celik, Ndicka e Ghilardi in difesa; Rensch, Pisilli, El Aynaoui e Wesley a centrocampo; Cristante a ridosso di Zaragoza e Malen.

Sin dall’inizio la Roma appare un po’ contratta, quasi incapace di leggere la partita. Il Bologna, dal canto suo, spinto dal pubblico, sembra più determinato: comanda il gioco e prova a fare male alla retroguardia giallorossa sfruttando la buona vena di Bernardeschi.

Con il passare dei minuti la partita diventa sempre più fallosa: fioccano un paio di cartellini gialli e soprattutto tante punizioni dovute a interventi molto duri.

Per vedere una vera occasione bisogna aspettare il 20’, quando la Roma riconquista palla a centrocampo e innesca una bella ripartenza con Malen che, al limite dell’area, serve Zaragoza.

Lo spagnolo però strozza troppo il tiro e manda fuori una conclusione che meritava sicuramente una migliore esecuzione.

Dopo questa occasione cala il nulla per entrambe le squadre: tanto agonismo, molti falli, rilanci dei portieri e qualche trama di gioco potenzialmente pericolosa ma mai sfruttata nel modo migliore.

Al 39’ Bernardeschi supera Wesley in area e dalla linea di fondo impegna Svilar, che si fa trovare pronto.

La sfida tra i due si ripete al 44’, con l’attaccante rossoblù indemoniato che, dopo uno slalom al limite dell’area, lascia partire un gran tiro a giro. Anche stavolta Svilar risponde con una grande parata in tuffo sulla destra deviando in angolo.

Nei minuti finali del primo tempo la Roma soffre la spinta del Bologna e proprio sul finale la squadra di casa ha una grande occasione su calcio d’angolo: Pobega, solo davanti a Svilar, non riesce però a colpire bene di testa e a trovare il gol.

Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, risultato tutto sommato giusto.

Al rientro dagli spogliatoi Zaragoza resta negli spogliatoi e al suo posto entra Robinho Vaz, con l’intento di Gasperini di dare più mobilità e fisicità davanti per aiutare Malen, fino a quel momento troppo solo.

È però il Bologna a rientrare più determinato e al 51’ trova il vantaggio.

Rowe parte in slalom sulla trequarti con i centrocampisti giallorossi incapaci di fermarlo; i tre difensori centrali stringono su di lui ma lasciano completamente libero Bernardeschi che, servito dallo stesso Rowe, lascia partire un gran tiro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali con Svilar battuto: 1-0.

La Roma prova a reagire e al 54’ Malen fa tutto da solo ma colpisce il palo esterno.

Gasperini prova allora a cambiare qualcosa: toglie Rensch e inserisce Tsimikas, con Wesley spostato a destra.

Poco dopo, mentre Rowe continua a creare problemi alla difesa giallorossa, arrivano altri cambi: Celik lascia il posto a Hermoso e Pellegrini entra per un impalpabile El Aynaoui, con l’obiettivo di mettere finalmente gli attaccanti nelle condizioni di tirare in porta.

L’occasione arriva al 72’. Un difensore del Bologna commette un errore clamoroso sotto pressione di Cristante.

Il capitano della Roma recupera palla e se ne va sulla fascia, poi serve Malen che supera un difensore e, sull’uscita del portiere, offre un perfetto assist a Pellegrini che, solo davanti alla porta, insacca facilmente l’1-1.

Il Bologna accusa il colpo e la Roma prova ad affondare con il trio Vaz-Malen-Pellegrini, che sembra finalmente dare peso all’attacco giallorosso.

Quattro minuti dopo arriva una clamorosa occasione per il vantaggio romanista: altra grande azione di Malen che semina il panico in area e tira a colpo sicuro, ma due difensori rossoblù intercettano il pallone che carambola lentamente sul palo ed esce.

Il Bologna si scuote e riprende il forcing, inserendo forze fresche per cercare il vantaggio dopo lo spavento. Ci va vicinissimo all’86’, quando il neoentrato Vitik colpisce una clamorosa traversa di testa.

Dopo quattro minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita: un pareggio tutto sommato giusto che lascia completamente aperto il discorso qualificazione, rimandando tutto alla gara di ritorno tra una settimana in un Olimpico che si preannuncia stracolmo.

Non è stata una bella partita e la Roma non ha certo giocato bene. Troppi errori tecnici, pochissima qualità in campo – anche a causa delle assenze – tanta aggressività ma poco costrutto.

Zaragoza si è visto solo per il gol clamorosamente sbagliato, mentre Malen davanti ha dovuto portare la croce per tutti.

Nel secondo tempo, con l’ingresso di un’altra punta al fianco dell’olandese, si è visto qualcosa in più, nonostante le prestazioni non brillanti dei centrocampisti, soprattutto quella di El Aynaoui.

Dietro la difesa ha tenuto, soprattutto grazie a un grande Ndicka.

Il gioco però latita e si vede soprattutto dal fatto che Svilar sembra essere il calciatore che tocca più palloni, rilanciando spesso lungo in avanti.

La fortuna è avere un centravanti capace di tirare fuori sempre qualcosa dal cilindro.

Di positivo c’è stata la reazione della squadra nel secondo tempo: la Roma non ha mollato e ha cercato con determinazione il pareggio.

La sensazione, però, è che più di questo, nelle condizioni attuali, questa squadra non possa dare, e in questo momento della stagione questo limite pesa.

Purtroppo la rosa, al momento, è questa e non c’è molto altro modo di giocare con gli uomini a disposizione, che probabilmente dovranno essere nuovamente titolari anche contro il Como domenica.

Ora servono testa, cuore e magari anche un po’ di fisico proprio per la sfida di domenica, dove si giocherà l’ennesimo spareggio per il quarto posto.

Mancherà Ndicka e non si sa ancora se si potrà recuperare qualcuno, ma serviranno massima concentrazione e determinazione perché anche la prossima è una partita importantissima.

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