“La Regione scarica tutto su famiglie e territori”

Il Patto per l’Abruzzo ha illustrato nella sala Corradino D’Ascanio del Consiglio regionale a Pescara le proprie proposte per correggere il bilancio regionale 2026‑2028, definito dai consiglieri di opposizione come una manovra priva di visione e dannosa per cittadini e territori.
“Siamo di fronte a una crisi finanziaria senza precedenti e a un bilancio privo di una visione strategica – hanno affermato – quella illustrata dall’Assessore non è una manovra di bilancio, ma un esercizio contabile che scarica il peso sulle famiglie e sulle imprese, con nuove tasse, tagli ai servizi e ricorso all’indebitamento.”
Secondo i consiglieri, occorre destinare risorse ai comparti economici regionali, sostenere il sociale e rilanciare cultura e welfare come strumenti di coesione. “Abbiamo raccolto le richieste delle amministrazioni locali e della società civile, proponendo un piano alternativo che mette al centro i bisogni reali degli abruzzesi. I Comuni sono stremati dai tagli imposti dal Governo Meloni e faticano a svolgere le proprie funzioni essenziali. Occorrono risorse certe e distribuite in modo trasparente, tenendo conto delle caratteristiche demografiche e territoriali”.
In sanità, il Patto propone interventi urgenti su screening oncologici, trasporto sociosanitario, assistenza ai fragili e infrastrutture ospedaliere. Sul fronte dei trasporti, rilanciano il Biglietto Unico Regionale (Abru) a 1,40 euro con agevolazioni per studenti e universitari, misura che secondo loro potrebbe incentivare l’uso del trasporto pubblico locale, ridurre l’impatto ambientale e contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Per l’economia, chiedono il potenziamento dei fondi per l’agricoltura, il sostegno ad artigianato e microcredito, il rifinanziamento di associazioni di categoria e interventi a favore della pesca. Propongono anche di rivedere le risorse destinate al ritiro del Napoli Calcio, per destinarle invece al sostegno delle società sportive locali. Sul turismo, ritengono necessarie azioni coordinate per valorizzare sentieristica, turismo religioso e tradizioni culturali. Chiedono anche un fondo cultura che superi la logica dei grandi eventi a vantaggio di una distribuzione capillare delle risorse.
Nel sociale, intendono rafforzare il fondo per la morosità incolpevole e gli interventi per l’edilizia residenziale pubblica (ATER), per garantire il diritto alla casa. Chiedono inoltre più fondi per la protezione civile, azioni contro lo spopolamento e sostegno alle comunità energetiche rinnovabili. Riaffermano infine l’impegno a favore delle donne vittime di violenza, con risorse dedicate.
“Le nostre proposte – concludono – sono basate sul contenimento delle spese e il potenziamento degli investimenti. Il bilancio dovrebbe servire a guidare lo sviluppo, ridurre le disuguaglianze e rafforzare i settori chiave. Invece assistiamo ancora una volta a tagli indiscriminati che coprono errori politici e penalizzano i cittadini”.
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