la Regione finanzia il Consorzio di Bonifica
Grosseto. Un progetto strategico da 1,6 milioni di euro per rendere più forte l’agricoltura maremmana nella battaglia contro la scarsità di acqua.
Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ha ottenuto il via libera definitivo per il completamento del sistema di sbarramenti mobili nella piana di Alberese, grazie alle risorse stanziate dalla Regione Toscana attraverso il bando 2024 del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) 2023-2027, che permettono di finanziare interamente i lavori. La notizia, che segna una svolta per l’agricoltura maremmana, è l’arrivo del finanziamento per la terza e più imponente infrastruttura del sistema: una diga mobile che andrà a potenziare un’opera già innovativa, trasformando i canali di bonifica in una vera e propria rete di accumulo diffuso.
L’intervento rappresenta il miglioramento funzionale di un’infrastruttura nata con i primi due sbarramenti sui canali Padulino e Barbicato. Il cuore della nuova sfida è la realizzazione di una ulteriore diga mobile in gomma flessibile in corrispondenza del canale Essiccatore principale di Alberese. Si tratta di uno sbarramento alto 3,3 metri, progettato per innalzare i livelli del canale fino a quote di sicurezza che consentano la formazione di un invaso lineare artificiale. Questo sistema consentirà di aumentare la capacità di stoccaggio del comprensorio di circa 139mila metri cubi – costantemente alimentati e riforniti – nel periodo compreso tra aprile e settembre, prelevando acqua dal fiume Ombrone in località La Barca senza aumentare il rischio idraulico durante le piene.
Questi volumi si integrano in una visione d’insieme che vede gli altri due sbarramenti mobili — quello sul canale Barbicato e quello sul fosso Padulino — contribuire rispettivamente con riserve da circa 10mila e 17mila metri cubi. Complessivamente, il sistema sarà in grado di servire un comprensorio di oltre 1.100 ettari, garantendo acqua a 98 aziende agricole che oggi guardano con preoccupazione alla siccità estiva.
A coordinare questa complessa macchina operativa è Roberto Tasselli, direttore della nuova Area Irrigazione e contratti di Cb6: «Con questo finanziamento ci avviciniamo al completamento di un progetto fondamentale per l’agricoltura maremmana. Il nostro cronoprogramma è serrato – illustra l’ingegnere –: per la stagione irrigua 2026 prevediamo l’erogazione del servizio in via sperimentale per le prime 50 aziende del comparto nord, per poi entrare a pieno regime nel 2027 coinvolgendo l’intero comprensorio».
Ma il Consorzio non si ferma qui. «Lo scorso gennaio abbiamo candidato per il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (Pniissi) un ulteriore ampliamento che prevede una stazione di pompaggio e sette chilometri di nuove condotte per portare l’irrigazione in altri 120 ettari della piana che oggi non sono servibili dai canali a cielo aperto. Stiamo inoltre studiando soluzioni per aumentare la resilienza del sistema, come la realizzazione di infrastrutture integrative strategiche e l’integrazione di nuove tecnologie digitali che aiuteranno gli agricoltori a ottimizzare i prelievi in base al reale fabbisogno delle colture».
Dietro questa spinta infrastrutturale non c’è solo ingegneria, ma una precisa scelta politica che ha portato a una profonda riorganizzazione interna del Consorzio, come spiega il presidente Federico Vanni: «L’irrigazione è stata da subito una priorità assoluta per me e per tutta l’assemblea. La creazione di una nuova Area Irrigazione in seno al Consorzio ne è la prova concreta. Abbiamo voluto armonizzare i settori, unendo in un’unica squadra gli operai e i tecnici che prima afferivano all’area manutenzione con gli ingegneri dell’area progettazione impegnati in questo settore. Oggi questo gruppo di lavoro lavora in modo coordinato, garantendo che l’efficienza dell’impianto sia costante dalla fase di disegno a quella di esercizio sul campo. È un cambiamento che mette al primo posto le esigenze delle nostre aziende per dare risposte immediate».
Il presidente Vanni tiene inoltre a sottolineare come questa infrastruttura sia nata in un equilibrio perfetto con l’ambiente di pregio in cui si inserisce: «Sappiamo che Alberese, per la vicinanza con il mare e Bocca d’Ombrone, non è un ambiente semplice per l’irrigazione. Abbiamo condiviso questo percorso con il Parco della Maremma perché siamo convinti che un’agricoltura forte sia il miglior presidio per la natura. Il mantenimento di adeguati livelli idrici nei canali non serve solo ai campi, ma sostiene i naturali processi di ricarica delle falde e contrasta attivamente l’intrusione del cuneo salino».
Con un’attenzione sempre maggiore per l’ottimizzazione della risorsa idrica: «La strada dell’irrigazione collettiva – conclude il presidente – è l’unica possibile per sostenere la nostra agricoltura e salvaguardare l’ambiente prezioso che la ospita. Per questo ringrazio la Regione Toscana, partendo dal presidente Giani e dall’assessore Marras, per aver voluto supportarci anche in questo progetto».
Nella foto: il punto subito a monte del ponte sul canale Essiccatore principale su cui sarà posizionata la diga mobile.
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