La Regione Calabria reintroduce i sottosegretari: scoppia lo scontro

Dopo un lungo e anche aspro dibattito tra maggioranza e opposizione il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la proposta di legge del centrodestra che regolamenta la figura dei sottosegretari alla Presidenza, reintrodotta con la modifica dello Statuto avvenuta a fine gennaio. A presentarla i capigruppo della maggioranza Mattiani (Lega), che è stato il relatore in aula, Giannetta (Forza Italia), Pitaro (Noi Moderati), Caputo (Occhiuto Presidente) e Brutto (Fratelli d’Italia).
Il testo, che risponde – si legge nella relazione – «all’esigenza di coordinare la normativa regionale vigente con le previsioni statutarie», prevede che «il presidente della Giunta regionale può nominare fino a due sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale, scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio regionale. I sottosegretari coadiuvano il presidente della Giunta regionale nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato, anche mediante l’attribuzione di specifici compiti. I sottosegretari partecipano alle sedute della Giunta, senza diritto di voto».
Ad accendere il dibattito in aula soprattutto il tema dei costi dell’introduzione della figura dei sottosegretari: secondo le tabelle contenute nella relazione alla proposta di legge, l’indennità mensile per un sottosegretario è pari a oltre 14mila euro lordi, il costo complessivo per i sottosegretari è quantificato a regime in 347.280 euro, e per la sua copertura si provvede con le risorse già assegnate al Consiglio regionale con il bilancio di previsione 2026-2028. Secondo l’opposizione di centrosinistra invece «i costi sono molto più alti, quantificabili in un milione di euro all’anno perchè vanno conteggiati anche i costi per le strutture di supporto dei sottosegretari». Tesi invece contestata dalla maggioranza di centrodestra, che ha presentato un emendamento per ridurre di 600mila euro quest’ultimo costo.
Per l’opposizione di centrosinistra sono intervenuti Enzo Bruno (Tridico Presidente), Elisa Scutella, Elisabetta Barbuto (M5S), Giuseppe Ranuccio, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo, Ernesto Alecci (Pd), Filomena Greco (Casa Riformista).
Per la maggioranza di centrodestra Angelo Brutto (Fratelli d’Italia), Marco Polimeni (Forza Italia), Orlandino Greco (Lega), Giuseppe Mattiani (Lega), Riccardo Rosa (Noi Moderati).
L’opposizione ha contestato «l’inutilità dell’introduzione di una figura quale quella dei sottosegretari che già nel 2012 venne eliminata proprio dal centrodestra, e soprattutto la sua inopportunità, alla luce del fatto che le vere priorità della Calabria e dei calabresi sono altre, e vanno dalla sanità in ginocchio alla povertà crescente». «Inoltre – hanno spiegato i consiglieri regionali del centrosinistra – non si capisce cosa faranno questi sottosegretari, che non sono nè assessori nè dirigenti: evidentemente servono solo a sistemare gli equilibri interni alla maggioranza e quindi rispondono a una pura operazione di potere. In definitiva, è una legge vergognosa».
Per il centrodestra invece la «figura dei sottosegretari risponde all’esigenza di una maggiore efficacia ed efficienza dell’azione politica e amministrativa della Regione e del presidente, perchè la Calabria non è facile da governare come altre regioni, e poi questa figura è stata introdotta anche in regioni amministrate dal centrosinistra come Emilia-Romagna e Toscana». Alla fine del dibattito l’opposizione è uscita dall’aula «perchè questa legge vergognosa ve la votate da soli», e il testo sui sottosegretari è stato approvato dalla maggioranza di centrodestra.
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