La Regione Calabria al bivio: vuole o no una vera Alta Velocità?
Appena presentata la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni riguardante il Piano di Azione per lo sviluppo dell’Alta Velocità ferroviaria in Europa. I passeggeri potranno viaggiare da Berlino a Copenaghen in 4 ore invece delle attuali 7; da Sofia ad Atene in 6 ore invece delle attuali 13 ore e 40 minuti. Da Tallin a Riga in 1 ora e 45 minuti e da Riga a Vilnius in 2 ore, mentre oggi servono rispettivamente 4 e 6 ore. I tempi tra Madrid e Lisbona passeranno da 9 a 3 ore.
Si tratta di un piano imponente che punta a dimezzare i tempi del treno tra le città europee. Dopo un anno dalla pubblicazione del Regolamento Europeo 1679 per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (giugno 2024), la Commissione accelera ancora di più e definisce il Piano di Azione per l’Alta Velocità. Il Piano è molto asciutto, non fa aria fritta. Dichiara: perché si fa l’AV, quando, dove, chi sono i protagonisti e cosa accade.
La Calabria è interessata dal Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, il cui coordinatore è Pat Cox, che è stato in Calabria nel 2018 su invito del presidente Oliverio. Tra il 2018 e il 2019 vari incontri si sono svolti a Bruxelles tra la Regione e il Coordinatore discutendo nel merito vari problemi tra cui la nuova galleria ferroviaria Paola-Cosenza, l’inserimento della 106 e della linea Jonica nella rete europea. Tutti i problemi sono stati sviluppati con specifici documenti e delibere regionali e per tutti c’è stato un esito positivo. Problema cruciale di oggi è l’AV. Dalle notizie di stampa, non emerge che dal 2020 a oggi ci siano stati incontri tra i presidenti della Calabria e il Coordinatore del Corridoio.
*Università degli studi Mediterranea
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