la proposta degli oncologi contro il cancro

Un aumento di almeno 5 euro su ogni pacchetto di sigarette per destinare le risorse alla prevenzione oncologica, al sostegno del Servizio sanitario nazionale e alla ricerca. È questa la proposta lanciata a livello nazionale da un fronte comune della comunità scientifica e del terzo settore composto da: AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Veronesi e Fondazione AIOM.
Una misura che punta a colpire direttamente uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di tumori: il fumo. A spiegarne obiettivi e ricadute è Luca Moscetti, dirigente medico nel reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena e coordinatore regionale AIOM per l’Emilia-Romagna. “L’idea nasce dalla nostra associazione nazionale, guidata dal presidente Massimo Di Maio dell’Università di Torino, insieme alla Fondazione AIOM, oggi presieduta da Francesco Perrone. In modo congiunto è stata lanciata una proposta di raccolta firme per aumentare di almeno 5 euro il prezzo del tabacco, affinché quelle risorse possano essere reinvestite nella prevenzione e nel sistema sanitario”.
Perché colpire il tabacco
L’obiettivo non è solo economico, ma soprattutto sanitario. “Il fumo è responsabile non soltanto dei tumori del polmone, ma anche di quelli della vescica, del rene, della mammella, del fegato – spiega Moscetti – . Esistono dati che indicano un aumento di tumori epatici nei bambini di genitori fumatori, perché le sostanze tossiche vengono trasmesse anche al feto”.
Secondo Moscetti, l’aumento di prezzo rappresenterebbe anche un forte deterrente, soprattutto per i più giovani: “Raddoppiare il costo di un pacchetto sarebbe un disincentivo reale. In altri Paesi europei, come la Francia, il prezzo del tabacco è già stato aumentato con effetti positivi. Ci sono esempi ancora più radicali, come la Nuova Zelanda, che ha vietato il fumo agli under 16”.
Prevenzione e territorio: il ruolo dell’Emilia-Romagna
A livello regionale, l’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato. “Come coordinatore regionale AIOM, lavoro con tutte le unità oncologiche dell’Emilia-Romagna. Da anni portiamo avanti progetti nelle scuole, campagne di sensibilizzazione e attività di prevenzione. Ora stiamo cercando nuove collaborazioni per rafforzare questo impegno”.
Sigarette elettroniche e svapo: quali rischi?
Alla domanda sui prodotti alternativi al tabacco tradizionale, come le sigarette elettroniche e i dispositivi da svapo, Moscetti invita alla prudenza: “Per quanto riguarda i tumori non abbiamo ancora dati certi, perché si tratta di prodotti relativamente recenti. Ma esistono già studi che dimostrano un aumento di polmoniti severe tra chi fuma le sigarette elettroniche. Inoltre, alcune sostanze inalate non sono affatto innocue”.
L’iniziativa punta a lanciare un messaggio chiaro: ridurre l’incidenza delle neoplasie passa anche da scelte politiche e fiscali coraggiose. “Il nostro compito, come oncologi, è stimolare la popolazione e le istituzioni – conclude Moscetti – . La prevenzione è il primo vero strumento contro il cancro. Anche un solo euro in più sul tabacco sarebbe un passo nella giusta direzione”.
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