La progressione dei crolli in Piazzale Roma: due porzioni franate in 24 ore

La progressione dei crolli in Piazzale Roma: due porzioni franate in 24 ore
La Voce di Venezia
Nella ricostruzione fotografica de La Voce di Venezia la progressione dei crolli del muro di cinta che delimita l’area della Polizia di Stato a Piazzale Roma, Venezia, in fianco alla Fondamenta di Santa Chiara. Si è trattato di un doppio cedimento strutturale nel giro di poco più di ventiquattr’ore che ha messo in evidenza la fragilità del perimetro della Questura di Venezia sul lato che affaccia sul canale della Scomenzera. Dopo il crollo improvviso di una lunga porzione del muro di cinta in pietra, la situazione è ulteriormente peggiorata la mattina successiva, quando anche un prefabbricato adibito a deposito attrezzi ha iniziato a scivolare verso l’acqua, rendendo necessarie nuove e più drastiche misure di sicurezza, tra cui l’interdizione totale alla navigazione in uno dei tratti più trafficati della città.
Nel primo crollo, in pochi istanti una porzione di muro perimetrale in pietra rossa, lunga oltre dieci metri, che delimita l’area della Questura di Venezia sul lato del canale della Scomenzera, ha ceduto improvvisamente, sgretolandosi e precipitando in acqua. Il muro separava la riva pubblica da un cortile esterno della Polizia di Stato e correva lungo un tratto particolarmente esposto al moto ondoso, in prossimità della curva che le imbarcazioni percorrono per raggiungere o lasciare piazzale Roma e la stazione ferroviaria.
Il cedimento è avvenuto senza segnali premonitori evidenti. Non erano state segnalate crepe, né risultavano in corso lavori o cantieri nell’area. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto il muro crollare sotto i loro occhi mentre transitavano in barca. Fortunatamente, nonostante la dinamica improvvisa e la posizione delicata, nessuna persona è rimasta coinvolta e nessuna imbarcazione ha riportato danni, malgrado l’elevato traffico acqueo che caratterizza quotidianamente quel tratto di canale.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenute rapidamente le squadre dei vigili del fuoco, impegnate fin dal pomeriggio nelle operazioni di messa in sicurezza. I pompieri hanno lavorato fino a tarda sera per rimuovere le parti di muratura pericolanti, smassare i detriti precipitati in acqua e delimitare l’area con pali e boe galleggianti, al fine di evitare incidenti e consentire il transito in condizioni controllate ai mezzi di soccorso e alle forze dell’ordine. Contestualmente è stata avvisata la Capitaneria di porto, che ha avviato le prime valutazioni per eventuali limitazioni alla navigazione.
La portata del danno è apparsa subito significativa. In serata non si escludeva il rischio di ulteriori cedimenti, tanto che una lunga porzione del muro di cinta, sul lato del canale e non lontano dall’area del supermercato Coop, risultava di fatto scomparsa. Le verifiche preliminari hanno escluso il coinvolgimento degli edifici principali della Questura, che si trovano arretrati di oltre dieci metri rispetto alla linea dell’acqua, ma l’attenzione si è concentrata sulla stabilità delle fondazioni e delle strutture più prossime al canale.
Secondo una prima ricostruzione tecnica, le cause del crollo sarebbero riconducibili a un processo di erosione lento ma costante. Acqua, umidità e soprattutto il continuo moto ondoso generato dal traffico acqueo avrebbero scavato nel tempo sotto le fondamenta del muro, indebolendolo fino al collasso. In quel tratto di canale transitano infatti vaporetti di linea, motoscafi, imbarcazioni private e mezzi adibiti ai rifornimenti, con manovre frequenti di accelerazione e frenata che aumentano l’impatto delle onde sulle rive. Proprio di fronte alla Questura si trova anche uno dei molti imbarcaderi della zona, elemento che contribuisce ulteriormente a concentrare il traffico e le sollecitazioni idrodinamiche.
Sul posto, già nel pomeriggio di sabato, sono arrivati anche i vertici istituzionali: il questore Antonio Sbordone, il vicario Carlo Ferretti e il prefetto di Venezia Darco Pellos, che ha espresso il proprio ringraziamento ai vigili del fuoco e alla Polizia di Stato per la rapidità dell’intervento. Nel frattempo, la navigazione è proseguita con forti limitazioni, mentre si annunciava per i giorni successivi il coinvolgimento del Provveditorato alle opere pubbliche, della Soprintendenza e dell’Autorità per la laguna per definire le modalità di intervento e i tempi di ripristino, che potrebbero richiedere mesi.
La notte tra sabato e domenica è trascorsa senza ulteriori eventi critici, ma la situazione è precipitata nuovamente la mattina seguente. Intorno alle 10.30 di domenica, una costruzione prefabbricata utilizzata come deposito di attrezzi nautici e posizionata a ridosso del muro ormai crollato ha iniziato a scivolare lentamente verso il canale della Scomenzera. Il movimento del terreno, privato del sostegno della muratura, ha portato il prefabbricato a rimanere in bilico tra la terra e l’acqua, con il rischio concreto che potesse inabissarsi.
I vigili del fuoco, già presenti in zona per il monitoraggio del cedimento del giorno precedente, sono intervenuti immediatamente. Con l’ausilio di Tirfor e cavi d’acciaio ad alta resistenza, hanno bloccato lo scivolamento della struttura e l’hanno issata verso terra, evitando un nuovo crollo completo in acqua. L’episodio ha confermato il grave stato di corrosione delle fondamenta lungo il perimetro di Santa Chiara, lato acqua, dove la tenuta del terreno risulta ormai compromessa.
A seguito del secondo cedimento, la Capitaneria di porto ha adottato misure più restrittive. Con una nuova ordinanza è stata interdetta la navigazione sull’intera ampiezza del canale della Scomenzera nel tratto compreso tra il ponte della Libertà e l’approdo Actv “C”, con la sola esclusione dei mezzi impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza, delle unità delle forze dell’ordine e dei soccorsi. Il divieto resterà in vigore fino al completamento degli interventi, la cui durata non è al momento definita.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche sul trasporto pubblico locale. Actv ha modificato il servizio, sospendendo gli approdi di piazzale Roma B e C e riorganizzando le fermate e i capolinea delle principali linee, tra cui la linea 1, le circolari 4.1, 5.1, 4.2 e 5.2, oltre alla deviazione della linea 6 verso il Tronchetto. Il collegamento tra Santa Marta e piazzale Roma è stato garantito tramite autobus.
Nel corso della domenica l’area si è animata di mezzi di soccorso e personale: oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti la Capitaneria di porto, la polizia locale e numerosi agenti della Polizia di Stato rientrati in servizio nonostante la giornata festiva. La messa in sicurezza del prefabbricato è proseguita fino a sera, con particolare attenzione alle fasi di bassa marea, considerate le più critiche per la stabilità delle strutture residue.
Nei prossimi giorni è previsto l’avvio di ulteriori interventi provvisori, tra cui l’infissione di palancole lungo le fondamenta per contenere le spinte del terreno e dell’acqua e stabilizzare il piazzale della Questura sul lato del canale. Parallelamente, il Provveditorato alle opere pubbliche, insieme agli altri enti competenti, dovrà definire un piano di risanamento complessivo. Pur non essendoci rischi immediati per l’edificio principale della Questura, la doppia emergenza ha riportato al centro dell’attenzione il tema della manutenzione delle strutture lagunari, costantemente esposte all’erosione e al traffico acqueo intenso, in una fase particolarmente delicata per la città, coincidente anche con l’avvio del Carnevale.
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