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la principessa di Norvegia parla per la prima volta in tv del suo incontro con Jeffrey Epstein

La principessa di Norvegia, Mette-Marit, parla per la prima volta del suo incontro con Jeffrey Epstein alla tv nazionale NRK, seduta accanto al marito che forse, anche per colpa di questo scandalo, non sarà mai re: “Sono stata manipolata e ingannata”. È vestita di nero, i capelli biondi lungo le spalle a la voce spezzata, mentre l’erede al trono ha spesso lo sguardo rivolto verso il basso.

Ci sono volute circa sette settimane per portare Mette-Marit davanti alle telecamere per metterci la faccia e, alla fine, l’intervista è arrivata nel giorno dell’udienza finale del processo che vede il figlio maggiore, Marius Borg Hoiby, imputato per diversi reati, compreso quello di violenza sessuale. Due storie che hanno generato forte indignazione nel Paese, mettendo a rischio la stabilità stessa della corona.

Il nome della principessa era già stato legato ad Epstein nel 2019, ma sono stati i files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia in gennaio a portare alla luce le evidenze più forti sul suo coinvolgimento con il predatore sessuale. Su di lei, adesso, pesano centinaia di e-mail scambiate tra il 2011 e il 2014 che evidenziano quanto i rapporti tra i due siano stati piuttosto intensi. “Mi sono sentita così manipolata – ha spiegato nell’intervista, aggiungendo che – quando sei manipolata non lo capisci da subito”.

Allo scoppio dello scandalo, la principessa aveva affidato il suo pentimento e la sua amarezza ad un comunicato stampa che, evidentemente, non deve essere bastato a placare i sudditi che avevano già dovuto digerire le malefatte del figlio Marius Borg Hoiby, il primogenito avuto dalla relazione precedente al matrimonio con il principe Haakon. Non solo, perché il suo non è stato l’unico nome di spicco chiamato in causa dai Files che hanno toccato anche l’ex primo ministro Thorbjorn Jagland, accusato di corruzione aggravata e l’ex ambasciatrice norvegese in Giordania e Iraq, Mona Juul insieme al marito: i figli della coppia avrebbero anche ricevuto dieci milioni di dollari in eredità da Epstein.

“Avrei dovuto verificare meglio chi fosse”, aveva già scritto e poi ribadito ieri, mentre confermava il pentimento per la superficialità del suo giudizio nei confronti del faccendiere e pedofilo.

La sua frequentazione è relativa agli anni successivi al suo primo arresto e quando il giornalista che l’ha intervistata le ha fatto notare che, a quel punto, erano disponibili tutte le informazioni su di lui e che bastava andare su Wikipedia per scoprire che era stato condannato per violenza sessuale, la sua risposta si è limitata ad un “non posso ricordarmelo, è stato 15 anni fa”. Ancora, incalzata sulla visita nella casa di Epstein di Palm Beach avvenuta nel 2013, Mette-Marit ha spiegato di essersi trovata lì perché avevano un’amica in comune.

Nonostante le origini semplici, nessuna goccia di sangue blu nelle sue vene, e nonostante un passato piuttosto burrascoso che l’ha anche portata ad essere una ragazza madre difficile da accettare per i sudditi, con il tempo, la principessa ha saputo guadagnare l’affetto dei sudditi. Ma era necessario andare a casa di Jeffrey Epstein con un’amica quando era già spostata con l’erede al trono?

Il viaggio in Florida è stato il frutto di “un contatto privato”, ha chiarito in tv, per questo né il palazzo né il ministero degli Esteri erano stati informati. Eppure, mentre si trovava lì, ospite in una delle residenze del predatore sessuale che amava esporre tutti i suoi “trofei” in maniera sfacciata, qualche dubbio deve esserle sorto. È il principe, seduto accanto a lei, a confermarlo prendendo la parola e raccontando di una telefonata ricevuta dalla moglie nella quale gli spiegava di “non sentirsi al sicuro”. Nessun dettaglio è stato aggiunto per motivare questo disagio confermato dalla diretta interessata, che si è limitata a parlare di “una situazione” che l’ha fatta sentire “non al sicuro”, soprattutto l’ultimo giorno della sua permanenza a El Brillo.

Restano comunque evidenze di come i rapporti tra Mette-Marit ed Epstein non si siano interrotti neanche a fronte di quella esperienza, e siano invece proseguiti almeno un altro anno. L’intervista nel complesso è durata solo una ventina di minuti per motivi di salute: la principessa, oggi 52enne, soffre di una grave fibrosi polmonare e spesso si è reso anche difficile sentire le sue parole


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