La portaerei Charles de Gaulle è in rotta nel Mediterraneo per fronteggiare la minaccia dell’Iran
Dopo conferme e smentite, la portaerei a propulsione nucleare francese Charles de Gaulle è stata dispiegata nel Mediterraneo orientale, nell’ambito di una più ampia risposta navale alle crescenti tensioni legate al conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran. Mentre la campagna aerea lanciata dalla fazione israelo-statunitense entra nella seconda settimana e le ritorsioni missilistiche di Teheran ampliano lo spettro degli obiettivi, mettendo nel mirino la base aerea di Incirlik in Turchia e la base di Akrotiri a Cipro e colpendo ancora una volta gli Emirati Arabi, Parigi ha deciso di inviare la sua portaerei nucleare nel Mediterraneo, aderendo alle manovre “difensive” che sono in corso nell’intera regione.
Lo scoppio della guerra in Iran, sotto il fuoco dei bombardamenti americani e israeliani negli ultimi dieci giorni, ha portato al ridispiegamento della task force navale, ovvero dell’intera scorta composta da fregate antiaeree e antisommergibile e da almeno un sottomarino nucleare d’attacco. Stando a quanto riportato oggi da Le Figaro, l’ammiraglia della flotta francese è al largo di Creta e ha appena ospitato il presidente Emmanuel Macron.
La portaerei nucleare francese e il suo gruppo d’attacco, composto dalla fregata missilistica Chevalier Paul e da un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare, hanno ricevuto l’ordine di “rafforzare la sicurezza europea e contribuire alla protezione del traffico marittimo nella regione”. La decisione, anticipata dalla stampa nelle scorse settimane, smentita dall’Eliseo e poi confermata dai fatti, è stata presa a seguito della crescente preoccupazione per le minacce alla navigazione e alle infrastrutture regionali, specie dopo il lancio di droni suicidi Shahed sulla base navale francese di Camp de la Paix, hub concesso dagli Emirati Arabi Uniti nel Port Zayed di Abu Dhabi.
Oltre alla portaerei nucleare Charles de Gaulle – che porta con sé una forza imbarcata di 30 caccia Dassault Rafale M, oltre a velivoli Awacs E-2C Hawkeye ed elicotteri navali per missioni di lotta antisommergibile, ricerca e soccorso, ed è protetta da missili Aster 15, cannoni Giat da 20 mm e sistemi di guerra elettronica – il dispositivo navale schierato dalla Francia dovrebbe arrivare a contare otto fregate missilistiche, due portaelicotteri classe Mistral schierate tra Mar Mediterraneo, Mar Rosso e a ridosso dello Stretto di Hormuz. La fregata Languedoc e un’unità di difesa aerea a terra dell’esercito francese dovrebbero invece contribuire a difendere l’isola di Cipro.
Il presidente francese Emmanuel Macron, che proprio la scorsa settimana aveva annunciato dalla base strategica bretone dell’Île Longue, dove sono stanziati i sottomarini nucleari, un piano di “deterrenza avanzata” che prevede l’aumento delle testate atomiche come garanzia contro aggressioni esterne e punta a coinvolgere anche altri Paesi della Nato, ha dichiarato ieri durante la sua visita: “Mentre la crisi in Iran sta colpendo l’intera regione, è importante per me essere qui al vostro fianco, insieme al Primo Ministro greco, per dirvi che quando Cipro viene attaccata è l’Europa ad essere attaccata, e che la difesa di Cipro è ovviamente una questione cruciale per il vostro Paese, per il vostro vicino, partner e amico, la Grecia, ma anche per la Francia e, con essa, per l’Unione Europea”.
La Repubblica di Cipro, che non è membro della Nato proprio per il veto imposto dalla Turchia – che occupa parte dell’isola ed è coinvolta in un’aspra disputa
territoriale – viene considerata il “punto d’Europa” più alla portata dei missili di Teheran, che pure hanno messo nel mirino solo l’area di Akrotiri, dove è formalmente “sovrano” il Regno Unito.
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