Veneto

La politica dice addio al fondatore della Lega Umberto Bossi


Un grave lutto ha colpito la politica italiana. Oggi 19 marzo all’età di 84 anni è morto a Varese Umberto Bossi. Non appena si è diffusa la notizia la Lega ha subito diffuso un comunicato di cordoglio e Matteo Salvini ha annunciato che tutti gli appuntamenti in agenda per domani sono cancellati. Nella tarda serata odierna è rientrato a Milano. «L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi – si legge nella nota – e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari».

Appresa la notizia il presidente del Veneto Alberto Stefani ha dichiarato: «Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull’identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una “questione settentrionale”, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri».

Ha proseguito Stefani: «Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni ’80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro». Ha concluso commosso il presidente del Veneto: «Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere. Oggi perdiamo un leader, ma il suo insegnamento continuerà a vivere nelle nostre idee e nel nostro impegno quotidiano per un’Italia più autonoma, più giusta e più vicina ai cittadini. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutta la comunità che ha ispirato va il mio più sincero cordoglio».


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