La polemica per il murales in italiano con la poesia di Leonardo Zanier

Non sono trascorse nemmeno 48 ore che già la polemica ha preso il posto della notizia. Grande classico dell’ambiente udinese, dove ormai non può accadere nulla senza che non ci sia uno stuolo di persone pronte a commentare. L’oggetto del discutere, questa volta, è il murales realizzato in piazzale Carnia a Udine dal “solito” Simone Mestroni. Quest’ultimo progetto è stato dedicato al poeta e sindacalista carnico Leonardo Zanier, cui nel 2014 è stato consegnato il “Sigillo della Città” per “aver saputo esprimere come pochi l’anima del nostro territorio: un’anima segnata dall’emigrazione, dalla fatica e dalla libertà, dal paradosso di essere liberi proprio nel dover partire”. Un murales che ricalca lo stile degli altri presenti in città a firma dello stesso autore, con il grande primo piano dell’artista scelto e uno scritto a riprendere alcuni versi rappresentativi. In questo caso, Mestroni ha deciso di riprodurre le parole di “Doman”, optando però per la sua traduzione in italiano.
Le critiche
Alla diffusione della notizia (il progetto, promosso da Time For Africa, Club per l’Unesco di Udine e Constraint APS, è stato realizzato con fondi comunali dedicati alla cultura nei quartieri), sono stati tanti i commenti che hanno sottolineato l’inopportunità della scelta linguistica: favorire l’italiano al posto del carnico, infatti, non è stato apprezzato da tante persone. C’è chi, sotto il post su Facebook dell’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone, addirittura parla di “porcata”, calcando un po’ troppo la mano per far arrivare forte e chiaro il suo dissenso. Tra questi, anche Lorenzo Fabbro, già presidente dell’ARLeF – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane. “Cjâr Federico al è pôc ce svantâsi se il Comun di Udin al à poiât une operazion come cheste. Voltâ par talian la poesie di Leo al rapresente un tradiment pal so lavôr e ancje pal rispiet pe lenghe e la culture di chenti che lis istituzions no varessin mai di dismenteâ”, scrive rivolgendosi direttamente a Pirone.
Le risposte dell’amministrazione comunale
“Condivido che fosse giusto che la poesia fosse riportata in lingua originale, in friulano, rispettando la sensibilità poetica (e politica) di Zanier. Ho avuto modo di dirlo anche all’associazione che ha promosso il progetto e avrei dovuto chiarirlo nel post”, scive Pirone su Facebook. “Ci tengo solo ad aggiungere che questa iniziativa è stata promossa da alcune associazioni risultate tra le vincitrici di un bando per le attività culturali natalizie del Comune di Udine. Il loro progetto prevedeva diverse attività in alcuni quartieri della città, tra cui questa al Villaggio del Sole. Non è un intervento commissionato dal Comune. Ma, come amministrazione, ci impegniamo a sensibilizzare i suoi promotori per riportare il testo nella forma originale, come è corretto che sia, così da rispettarne pienamente il valore culturale”, conclude l’assessore.
A commentare il post su Facebook di Federico Pirone, anche Stefania Garlatti Costa, delegata al friulano all’interno del consiglio comunale. “In realtà il bando di Natale, come anche gli altri bandi cultura, già dal nostro insediamento premia con (pochi ma buoni) punti chi utilizza la lingua friulana nei progetti presentati. Quindi i proponenti avrebbero avuto un vantaggio dalla poesia in originale. C’è poi la questione della sensibilità alla questione linguistica, che è mancata nell’ ideazione e magari anche nella valutazione del progetto: su questo cerchiamo, come amministrazione, di fare un lavoro di sensibilizzazione che spero avrà esiti positivi”.
Ecco, di seguito, i versi originali della poesia di Leonardo Zanier.
Doman… no è una peraula
doman a è la sperança
no vin che jê
doprìnla
fasìnla deventà
mans
vôi
e rabia
e i vinçarìn la poura
(Leo Zanier, “Doman”)
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