la plastica rappresenta quasi la metà dei rifiuti censiti

La 36esima edizione di “Spiagge e Fondali Puliti”, la storica campagna nazionale di Legambiente dedicata alla pulizia dei rifiuti abbandonati, ha toccato anche le sponde del Tevere a Perugia. Un’edizione speciale, quella di quest’anno, che ha visto i volontari del circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere scendere in azione lungo il fiume, raccogliendo ben dieci sacchi di rifiuti.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto Plasticentro (Misure sperimentali per il contrasto all’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua del Distretto dell’Appennino centrale), guidato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e realizzato con partner come Enea, Arpa Umbria e Legambiente. L’Umbria è uno dei territori protagonisti delle azioni progettuali.
Il bilancio della giornata di pulizia, svoltasi lo scorso sabato, è eloquente: i volontari hanno riempito quattro sacchi di plastica, tre di indifferenziato, due di vetro e uno di carta. A questi si aggiungono alcuni rifiuti ingombranti, prontamente segnalati al gestore del servizio di raccolta.
Un risultato che conferma quanto l’accumulo di rifiuti negli ambienti naturali rappresenti una minaccia seria non solo per gli ecosistemi marini, ma anche per la salute dei fiumi. “Una parte significativa di rifiuti resta nell’ambiente fluviale – spiegano da Legambiente – andando ad intensificare gli effetti negativi dell’inquinamento anche in questo ecosistema”.
Non solo pulizia. L’attività dei volontari è stata anche un’occasione per censire e catalogare i rifiuti rinvenuti, un’azione fondamentale per capire quali siano le principali tipologie di rifiuto e quali attività li generano.
“Una delle attività principali del progetto Plasticentro riguarda il censimento e la catalogazione dei rifiuti rinvenuti sulle sponde dei fiumi – dichiara Martina Palmisano, presidente del circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere – Tutti i nostri monitoraggi avvengono generalmente in concomitanza con le operazioni di pulizia e raccolta. L’analisi dei dati ottenuti, messa in rete con gli altri monitoraggi svolti in altre parti d’Italia, ci è utile per individuare misure di contrasto alla dispersione dei rifiuti che siano puntuali e ben indirizzate, e che potranno tradursi in buone pratiche da promuovere ai comuni lungo fiume”.
I dati raccolti nei due precedenti monitoraggi del circolo perugino parlano chiaro: il 46,6% dei rifiuti censiti è costituito da polimeri artificiali, ovvero plastica e materiali sintetici. Un dato che conferma la necessità di proseguire con azioni mirate di prevenzione e con campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sul contrasto alla dispersione dei rifiuti in ambiente naturale e sull’inquinamento da microplastiche.
Con l’arrivo della primavera, il circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere non si ferma. Ricominciano infatti anche i monitoraggi di park litter nei principali parchi cittadini del capoluogo umbro. Anche in quel caso, l’obiettivo è restituire una fotografia precisa delle tipologie di macro e micro-rifiuti dispersi nei polmoni verdi della città, per fornire strumenti utili alla loro tutela.
Source link




