La pizza gratifica il palato degli italiani. Anche a casa

Come la pizza, in Italia, non c’è nessuna, verrebbe da dire parafrasando la celebre canzone di Rita Pavone. E in effetti i numeri lo confermano: nel 2025 e solo nel canale ‘home delivery’ gli italiani ne hanno consumati oltre 10 chilogrammi al minuto, per un totale – su base annua – di circa 5 milioni di chilogrammi. A rivelarlo lo specialista del ‘cibo a domicilio’ Just Eat secondo il quale la pizza rappresenta ormai un vero e proprio fenomeno culturale più che un mero ‘best seller’ o un semplice prodotto iconico. E, in quanto rito sociale oltre che abitudine inderogabile, la pizza influenza e scandisce la vita di milioni di persone attraversando luoghi, generazioni e momenti della giornata.
Dispensatrice di coccole e buonumore, sia individuale sia collettivo, la pizza viene ordinata soprattutto la sera e nella stagione invernale, gennaio in primis. Richiestissima nelle versioni margherita, diavola e capricciosa, tende sempre più spesso a essere personalizzata ad opera del cliente che diventa, a tutti gli effetti, uno ‘chef in pectore’. L’indagine condotta da Just Eat evidenzia altresì l’interesse crescente dei suoi clienti per varianti vegetariane, vegane, senza glutine e con ingredienti premium quali sono, tra gli altri, grano arso, canapa e radicchio trevigiano. Rilevanti anche i localismi che testimoniano approcci diversi allo stesso piatto: il cornicione alto a Napoli, l’impasto sottile e croccante a Roma, la parmigiana a Palermo, lo stracchino a Genova. Otto, infine, gli ingredienti più gettonati per dare un tocco di esclusività in più alla ricetta preferita: mozzarella di bufala campana, speck, burrata, prosciutto crudo, ndduja, stracciatella, pistacchio e tartufo.
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