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La partita da 5 miliardi che si gioca in Tv

Qualcosa che non è andata esattamente per il meglio c’è stata. In India, ad esempio, l’accordo sul filo di lana con Zee a inizio mese ha portato in cassa meno di quanto previsto: 60 milioni di dollari, contro i 100 attesi per i Mondiali 2026 e 2030. Anche in Cina, altro grande mercato tutto da conquistare, l’accordo con China Media Group a meno di un mese dall’avvio del torneo ha inciso e non poco sulla dote finale.

A ogni modo, i 5 miliardi di dollari che arriveranno dai diritti di trasmissione tv per i Mondiali al via – e realizzati dalla Fifa con la vendita in 216 territori – oggi rappresentano la più alta cifra mai raggiunta e superiore di oltre il 40% rispetto a Qatar 2022, grazie al formato più ampio e all’aumento delle partite.

Di fatto a cominciare oggi è il più grande esperimento mediatico mai tentato dalla Fifa. Perché il torneo che si giocherà fra Stati Uniti, Canada e Messico non è soltanto il primo a 48 squadre. È soprattutto il Mondiale chiamato a dimostrare che il calcio resta il contenuto più potente dell’industria audiovisiva globale. E tutto questo dagli Usa che rappresentano il più grande mercato pubblicitario del mondo e, allo stesso tempo, una straordinaria opportunità di espansione per uno sport che, pur crescendo, non ha ancora raggiunto il peso di football americano, basket o baseball.

Il tutto tenendo presente che il calcio deve inseguire un pubblico diverso da quello che lo ha reso ricco. I ragazzi che trascorrono ore su TikTok, YouTube, Twitch o Instagram non vivono più l’appuntamento televisivo come un rito collettivo. La Fifa lo sa bene. E gli accordi stretti con Youtube e TikTok ne rappresentano la cartina di tornasole.

Accanto a questo, l’edizione 2026 della Coppa del Mondo ha reso chiaro che, sebbene le emittenti televisive tradizionali rimangano i principali acquirenti dei diritti del torneo, alcune piattaforme di streaming hanno intensificato i loro investimenti. Fra queste c’è Dazn, ad esempio, che trasmetterà la competizione in tre importanti mercati: Giappone, Italia e Spagna.


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