La Nfl ha voglia d’Italia: ecco Cleveland Browns e New Orleans Saints
Per la prima volta nel lungo elenco di nazioni c’è anche l’Italia. Ed è un segnale di interesse. Forte. La National football league ha inserito il nostro paese nel Global Markets Program che, come dice il nome, è uno strumento per espandere ulteriormente e promuovere ancora il prodotto “football americano” ben oltre i confini statunitensi. Sinora non c’eravamo proprio. Adesso sì, ed è un fatto.
I Cleveland Browns e i New Orleans Saints sono le due squadre a cui sono stati assegnati i diritti per il mercato italiano. I team hanno salutato questa novità con post entusiastici con il tricolore. Non è dunque peregrino ipotizzare che proprio Browns e Saints potrebbero giocare in uno stadio italiano in futuro come formazioni di casa (va poi designato l’avversario) in un turno internazionale della Nfl.
Si tratta di un passo in avanti ma, per essere chiari sino in fondo, è tutto ancora da costruire: sia la possibilità di disputare un match da noi, sia soprattutto il quando e il dove. Ma almeno da adesso la National football league ci vede come una possibilità.


Ed in questo senso molto ci ha detto la recente intervista che ci ha concesso l’ex Giants e Cardinals Justin Pugh in qualità di commissioner della Italian football league (Ifl).
Pugh sogna una partita a Roma o a Milano entro il 2029, questa la sua risposta a una sua specifica domanda: ”Un match in Italia è assolutamente possibile, e le dirò esattamente dove penso che dovrebbe accadere per prima: a Roma. L’idea del football americano, lo spirito di competizione, il combattimento gladiatorio, due squadre che si affrontano in un’arena: tutto questo è nato nel Colosseo. È ora di chiudere il cerchio e riportare il gioco dove tutto è iniziato. Questa è una storia che la Nfl può raccontare, che i media possono raccontare e che catturerà l’attenzione del mondo intero. Dopodiché, il nuovo San Siro di Milano è la destinazione successiva più ovvia: uno stadio moderno di livello mondiale per un evento di livello mondiale. Il mio obiettivo è una partita di regular season della NFL in Italia entro il 2029. Cosa serve? Stadi che soddisfino le specifiche richieste della Nfl, una proposta commerciale vantaggiosa per la lega e una base di tifosi consolidata che giustifichi l’investimento. L’Italia ha entrambe le caratteristiche. La Nfl ha già giocato in tutta Europa. I Cleveland Browns e i New Orleans Saints sono appena diventati partner globali dell’Italia. È chiaro che l’Italia rappresenta il passo successivo naturale nella roadmap della Nfl e intendo contribuire a realizzare una partita della National football league in Italia. Bisogna costruire qualcosa in vista di questo obiettivo: non si può raggiungere senza un partner locale credibile che gestisca il gioco qui”.
Concretamente registriamo la novità di Browns e Saints e l’intenzione di arrivare prima o poi qui. Il resto fa parte di piani e programmi tutti da sviluppare. Una mano, riguardo alle strutture, potrebbe arrivare dal diktat dell’Uefa alle città che vogliono essere sede degli Europei di calcio 2032: devono assolutamente ristrutturare i nostri vecchi stadi. Magari, come avvenuto al Santiago Bernabeu casa del Real Madrid, tenendo conto della possibilità di ospitare prima o poi anche la Nfl e dunque adeguandone gli spazi. Vedremo.
Intanto un piccolo focus sulle due squadre che hanno i diritti sul mercato italiano. I Cleveland Browns sono in perenne ricostruzione tecnica. Da troppo tempo non vedono le luci della ribalta e non riescono a dare grandi soddisfazioni a un pubblico appassionato e competente come quello dell’Ohio. Ma sono una squadra con una storia e, com’è noto, ogni stagione Nfl è totalmente differente dalla precedente, dunque tutto è sempre possibile, il sogno è vincere il primo agognato Super Bowl, manco a dirlo.
Nel 2025, secondo la rivista Forbes, il valore dei Browns è di circa 6,4 miliardi di dollari, diciottesimi tra le franchigie della Nfl. Una curiosità: per chi se lo fosse perso segnalo un film, Draft Day, del 2017, dove Kevin Costner versione super manager della squadra, ricostruisce una formazione vincente per la gioia della tifoseria dell’Ohio.

Di ricostruzione deve parlarsi anche per i New Orleans Saints che, passata l’era targata Drew Brees, grandissimo quarterback, stenta a ritrovare ritmo e soprattutto una guida sicura dopo l’addio del giocatore a cui è legato l’unico Super Bowl conquistato, nel 2009. La Louisiana freme per tornare ai traguardi raggiunti da Drew, anche qui parliamo di un pubblico caldo e fedele. Nel 2025 per Forbes il valore dei Saints è di circa 5,3 miliardi di dollari, trentunesimi tra le franchigie della Nfl, ma ben davanti a gran parte delle squadre di altri sport, calcio, in testa, che fanno parte della classfica.
Perché la Nfl, economicamente, non sembra conoscere la parola crisi. E ora strizza l’occhiolino all’Italia…
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