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La Nazionale di nuoto, il malfunzionamento, il malore: “Così calpestate cadaveri”

La tragedia del volo Lufthansa 005 del gennaio 1966 viene spesso accostata alla tragedia di Superga: in entrambe, atleti e atlete di primissimo livello persero la vita mentre rappresentavano la Bandiera. Delle vittime, la nuotatrice Daniela Beneck, che decise di non prendere parte alle gare previste in accordo con il suo tecnico, ha detto in un’intervista a IlGiornale, in occasione dell’anniversario 2026: “Campioni veri, come il Grande Torino. Anche quella tragedia del 1949 ci appartiene”.

Lo schianto di Brema

È il 28 gennaio 1966, il volo Lufthansa 005, servito da un Convair Cv-440, velivolo costruito nel 1958 con 13872 ore di volo alle spalle, e senza registratore dei dati di volo a bordo, che all’epoca non era obbligatorio.

Il volo parte alle 17.41, con 8 minuti di ritardo, da Francoforte: è diretto a Brema per uno scalo, ma l’approdo finale è Amburgo, come si legge sul Bureau of Aircraft Accident Archives. È tutto ok sulla carta: il peso è inferiore al massimo consentito, c’è anche una riserva extra di carburante, perché, a causa delle avverse condizioni meteo, era stato scelta anche una destinazione alternativa, ovvero l’aeroporto di Stoccarda.

Il capitano si chiama Heinz Saalfeld ed è un professionista navigato – è con Lufthansa dal 1957. Alle 18.40 inizia l’avvicinamento alla pista 27 dell’aeroporto di Brema, ma la visibilità è scarsa e il vento di coda è maggiore di quello supportabile. Così il pilota comincia la discesa, ma esegue una riattaccata a 10 metri dalla pista senza informare la torre di controllo: improvvisamente – questo è ciò che hanno visto i testimoni, tra cui il meteorologo dell’aeroporto che sente il motore scoppiettare e vede il velivolo girare – l’aereo vira a sinistra, schiantandosi in un campo poche centinaia di metri oltre la pista. A questo punto il carburante prende fuoco, causando un incendio che riesce a essere domato solo dopo 40 minuti.

Dopo l’impatto infatti, la torre di controllo lancia l’allarme, che viene raccolto dalla 4ª Brigata dei Vigili del Fuoco di Brema, sul posto in pochi minuti, seguiti da migliaia di curiosi, che purtroppo bloccano le vie di accesso per i soccorsi, almeno finché la polizia, come riporta Der Spiegel, non lancia un annuncio via altoparlante: “Attenzione, state calpestando cadaveri”.

Le cause dell’incidente

Il Federal Aviation Office avvia immediatamente le indagini ed emerge come le cause del disastro possano essere individuabili sia in errori tecnici sia in errori umani. Il punto di partenza è un insolito messaggio radio intercettato a Brema prima dello schianto, un messaggio che parla di malfunzionamenti nel radiofaro dell’aeroporto di arrivo.

È stato stabilito che durante l’avvicinamento all’atterraggio l’aereo abbia superato il limite di velocità, entrando in uno stallo, forse indotto da un’errata attivazione ai comandi: è possibile che uno dei due piloti abbia peraltro avuto un malore, da cui l’errore. È infatti probabile che il capitano soffrisse di un disturbo cardiovascolare, ma non è stato possibile determinarlo.

Contemporaneamente si è verificato un malfunzionamento a uno strumento del flight director, per cui l’altezza dal suolo è stata valutata anch’essa in maniera errata. E c’è da aggiungere che le prestazioni di stallo, in quel tipo di aeroplano, erano piuttosto scarse.

Tuttavia ci sono altri fattori che potrebbero aver giocato un ruolo nella strage: dalla potenza insufficiente del motore alla quota insufficiente per il recupero, fino alle condizioni meteo sfavorevoli.

Chi c’era sul volo Lufthansa 005

A bordo c’erano 46 persone, delle quali 42 passeggeri, 2 piloti e 2 assistenti di volo. Tra i passeggeri c’era la Attenzione, state calpestando cadaveri composta da Bruno Bianchi, Dino Rosa, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Luciana Massenzi, Carmen Longo e Daniela Samuele, oltre che il loro allenatore Paolo Costoli e il cronista Rai Nico Sapio. Andavano al Meeting di Brema, una delle gare più importanti di nuoto, ma quello, purtroppo, fu il loro ultimo viaggio.


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