La nave metaniera russa alla deriva nel Mediterraneo, la Protezione civile: ora è in acque Sar libiche
«L’Italia sta continuando il monitoraggio della nave, che attualmente si trova in acque Sar libiche. Non è mai entrata in acque di competenza italiana, e ci siamo attivati prontamente quando stava per avvicinarsi. Ora scarroccia verso sud, spostata dal moto ondoso, dalle correnti e dai venti». Lo ha detto Pierfrancesco Demilito, capo ufficio stampa della Protezione civile italiana, riferendosi alla nave metaniera russa che ha in pancia centinaia di tonnellate di carburante e di gas ed è alla deriva nel Mediterraneo centrale.
La nave rappresenta una bomba ecologica, e un eventuale disastro ambientale si estenderebbe oltre le acque di competenza dei diversi paesi interessati. «Il governo italiano, insieme a Cipro, Malta, Grecia e Spagna – prosegue Demilito – ha scritto qualche giorno fa alla Commissione europea in cui chiede che questa si interessi della vicenda». Quanto al che fare operativamente, bisognerà vedere «quando ci si potrà avvicinare alla nave, che in questo momento non garantisce profili di sicurezza tali da consentire un avvicinamento».
Ieri la nave, secondo i tracciati del giornalista di radio radicale Sergio Scandura, era a 12 miglia nautiche dalla piattaforma petrolifera Bouri, poi se ne è allontanata. «La bomba ecologica – spiega Scandura – potrebbe potenzialmente moltiplicare i danni». Il tanker «vaga» in un’area in cui sono presenti «una selva di piattaforme petrolifere, uno sciame di petroliere, una ragnatela di pipeline sommerse» che trasportano petrolio e gas anche in Italia.
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