Marche

la multinazionale ha ribadito la volontà di innovare il sito di Villa Pera

COMUNANZA –  Un incontro, quello di ieri al Mimit, che sta portando avanti un percorso decisamente più incoraggiante rispetto al passato per lo stabilimento Beko Europe di Villa Pera a Comunanza. Nel nuovo faccia a faccia tra governo, rappresentato dalla sottosegretaria Fausta Bergamotto, sindacati nazionali e locali e azienda, riguardo alla complessa vertenza della riorganizzazione delle attività italiane della multinazionale turca, è stato confermato l’arrivo di nuovi prodotti di lavatrici e lavasciuga di alta gamma nella fabbrica comunanzese.

L’annuncio

Un annuncio già effettuato dal board della Beko Europe nella precedente seduta del 14 marzo scorso e che trova un ulteriore rafforzamento dopo il confronto di ieri. La multinazionale sta studiando e valutando tecnicamente quali nuove produzioni potranno essere fatte a Comunanza e si è presa tre mesi di tempo per entrare poi nello specifico dei prodotti. Questi nuovi pezzi andranno a sostituire (o anche incrementare?) i numeri di quelli di bassa gamma attualmente ancora realizzati ma in dismissione. Questi nuovi prodotti saranno fabbricati utilizzando le piattaforme già esistenti. Quindi, secondo valutazioni sindacali, probabilmente riguarderanno lavatrici e/o lavasciuga già prodotte in qualche altro stabilimento o nello stesso comunanzese, per le quali saranno introdotte delle innovazioni parziali probabilmente anche tecnologiche oltre che di restyling.

L’alta gamma

Dunque il sito di Villa Pera si conferma, per il futuro, come specializzato esclusivamente nell’alta gamma, in base alla nuova visione della Beko Europe. Quest’ultima inoltre ha confermato gli investimenti già dichiarati precedentemente di 15 milioni, di cui 4 per il prodotto, altrettanti per il processo produttivo, altri 4 per la ricerca e sviluppo, e 3 per l’istallazione di pannelli solari. Quindi, facendo il punto sulla situazione di questa complessa vertenza, lo stabilimento comunanzese vede un futuro più luminoso rispetto al buio totale della chiusura completa a fine anno prospettata all’inizio dall’azienda. Resta in piedi qualche nodo. In primis il numero degli esuberi. La Beko ne ha previsti 80-100 con una diminuzione di 200mila pezzi prodotti, passando dai 630mila attuali a 420mila. È comunque auspicabile e forse anche presumibile che portando le nuove produzioni, per le quali però occorreranno alcuni mesi, si possa diminuire il numero degli esuberi. Comunque, da fonti sindacali, per i lavoratori in eccesso l’azienda ha provato ad offrire degli incentivi all’esodo, subito respinti dagli stessi sindacati in quanto considerati inadeguati, addirittura molto inferiori o dimezzati rispetto a quelli già offerti anni fa dalla Whirlpool.

Gli incentivi all’esodo

Infatti il percorso potrebbe essere l’offerta di un numero di mensilità anticipate ad alcuni dipendenti non troppo lontani dalla pensione, che potrebbero così avere comunque un periodo remunerativo coperto fino al raggiungimento dell’età del pensionamento. Basti considerare che l’età media degli attuali 320 dipendenti dello stabilimento di Comunanza è intorno ai 55 anni. Critici i sindacati di Fiom, Fim, Uilm, Uglm che dicono: «Sui piani industriali, alcune delucidazioni sono state date e alcuni impegni sono stati presi sui nuovi prodotti da assegnare a Cassinetta, Comunanza, Melano, nonché sulle nuove attività di Carinaro, ma chiediamo un immediato confronto di dettaglio in ciascun stabilimento che chiarisca articolazione e ricadute degli investimenti e delle missioni produttive. Prima del prossimo incontro al Mimit del 2 aprile abbiamo chiesto al governo di coinvolgere le Regioni Lombardia e Marche per tentare di scongiurare la chiusura dei centri ricerca».




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