Marche

«La mia sconfitta pianificata, un inciucio politico che porterò al Pd nazionale»

ASCOLI «C’è stato un inciucio politico e quanto accaduto lo porterò all’attenzione della segreteria nazionale del Partito democratico. Ha pesato anche la mancanza di San Benedetto al voto e oggi faccio fatica a fidarmi di alcuni esponenti del centrosinistra». Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone e fino a pochi giorni fa presidente della Provincia di Ascoli, commenta la sconfitta alle elezioni di domenica scorsa con parole dure. Accanto a lui, i consiglieri provinciali Antonio Riccio e il capogruppo Daniele Tonelli.

La batosta

«Prendo atto del risultato, le sconfitte fanno parte della politica, ma c’è amarezza. Durante la campagna elettorale, ma anche nel corso del mandato, ascoltando i sindaci e i territori nelle assemblee provinciali, non è mai emersa una contrapposizione sul futuro della Provincia. Nessuno ha mai messo in discussione il programma. Eppure percepivo una tensione non legata ai contenuti amministrativi, ma a dinamiche interne. Il risultato dimostra che c’era un’organizzazione ben precisa». Loggi entra nel merito: «Una parte del centrosinistra ha votato il centrodestra, ed è grave. È una delle pagine più brutte della politica picena del Pd. Marco Fioravanti ha parlato di un “esperimento trasversale e innovativo”: io lo chiamo inciucio politico, portato avanti da dirigenti e figure istituzionali che hanno scelto di sostenere il candidato di centrodestra. Questo ha prodotto un disastro politico e una frattura con i cittadini».

I rapporti

Duro il passaggio sui rapporti istituzionali: «Lunedì mattina ho chiamato il segretario provinciale Francesco Ameli, che non sapeva ancora l’esito delle elezioni. Ad oggi (ieri ndr) non ho ricevuto nemmeno una telefonata dall’onorevole dem Augusto Curti, né dal sindaco Fioravanti, che è anche presidente dell’Anci ed io sono comunque un sindaco. È una questione di rispetto, anche per le scelte fatte insieme». L’ex presidente parla di una strategia costruita nel tempo: «Quanto accaduto non è un caso, è stato pianificato. Una manovra partita dalle segreterie locali, tradendo i cittadini del centrosinistra. Negli ultimi giorni avevo capito che qualcosa non andava, ma non pensavo si potesse arrivare a questo. È una vendetta maturata dopo le elezioni regionali (ha appoggiato Piergallini), una politica sciacalla». Rivendica poi il lavoro svolto: «Per quattro anni abbiamo amministrato una Provincia presa in una situazione devastante, dal bilancio alle opere ferme. Mi sono accollato il ponte Ancaranese che nessuno ha affrontato veramente per vent’anni. Un dissesto iniziato nel 2012, quando governava il centrodestra. I bilanci, nel corso del mio mandato, sono sempre stati approvati dall’assemblea dei sindaci». Uno sguardo alle prossime sfide: «Le elezioni amministrative di San Benedetto si avvicinano e il centrosinistra è già spaccato. Senza chiarire quanto accaduto, rischiamo di ripetere gli stessi errori. Serve ricostruire un progetto serio».




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