Economia

La melanzana violetta di Longobardi si merita un Presidio


Sott’olio, fritta, stufata, cotta al forno, arrostita, essiccata e perfino candita per preparare, oltre a primi e secondi piatti, anche millefoglie e panettone: la melanzana violetta di Longobardi non si pone limiti. Se non quelli previsti da Slow Food all’atto dell’istituzione del Presidio che le è stato dedicato. “La violetta, così chiamata per il suo colore caratteristico, è storicamente legata al territorio di Longobardi, a una ventina di chilometri a sud ovest di Cosenza, e, ancora oggi, gli abitanti le sono particolarmente affezionati – spiega Andrea Porco, referente dei 7 produttori che, riunitisi negli anni scorsi in una cooperativa denominata, non a caso, Lady Violetta, aderiscono al Presidio – Trovare un solo longobardese che prediliga un’altra melanzana è praticamente impossibile”.

Caratterizzata da forma allungata, buccia sottile e polpa soda con pochi semi, grazie all’impiego di tutori in legno, ferro o spago la violetta viene coltivata in verticale producendo, mediamente, tra i 2 e i 3 chilogrammi di frutti per pianta. “Complessivamente parliamo di circa 150 quintali di melanzane all’anno – precisa Porco – Il trapianto in campo avviene tra maggio e giugno mentre la raccolta va da settembre a novembre”. Primo di una serie di sei nuovi Presidi Slow Food che la Regione Calabria prevede d’istituire nei prossimi mesi nell’ambito del progetto ‘Presidiamo la Calabria’, il nuovo Presidio di Longobardi è il risultato anche del lavoro di diversi cuochi del territorio che, da tempo, apprezzano e valorizzano le qualità uniche della melanzana violetta di Longobardi.


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