La lunga mano iraniana in Europa: chi è il mullah Mahmood Khalilzade e perché si sono mosse le autorità tedesche
La lunga mano dell’islam è arrivata anche in Europa ma questa non è una novità. Da anni si rilanciano appelli e si chiede di alzare l’attenzione: tuttavia, l’Europa non è stata capace di proteggersi e oggi che il Medioriente è in fiamme si è scoperta vulnerabile e con una presenza ingombrante nel cuore del Continente. Come rivelato dalla NZZ am Sonntag, a Schlieren, nel Cantone di Zurigo in Svizzera, sorge un centro islamico sciita, all’interno di uno spazio appartenente alla Repubblica islamica dell’Iran che occupa un intero piano di un edificio commerciale, il cui presidente è Mahmood Khalilzadeh.
Mahmood Khalilzadeh non è un uomo qualunque, perché secondo le autorità tedesche sarebbe parte dell’establishment politico-religioso della Repubblica islamica e prima di arrivare in Svizzera era a capo di un’organizzazione che aveva diversi centri islamici, anche il Centro della cultura islamica di Francoforte, chiuso nel 2024 dal Ministero dell’interno tedesco. Questo perché c’era l’ipotesi che fosse legato alla moschea Imam Ali di Amburgo, in quanto sospettato di estremismo e diffusione della cosiddetta “rivoluzione islamica”. C’è stato un ricorso da parte degli sciiti per la chiusura, ma si è arrivati alla chiusura grazie a una importante inchiesta giornalistica della Bild, che ha fatto emergere centinaia di migliaia di finanziamenti che il governo tedesco ha inviato prima di arrivare alla chiusura.
NZZ am Sonntag parla di “spionaggio”, di una “rete segreta di sostenitori del regime che è diventata più al centro dell’attenzione delle autorità di sicurezza dalla guerra in Iran” e l’ipotesi che Khalilzadeh possa essere l’uomo che incarna la “lunga mano” dei mullah in Europa preoccupa. “L’ayatollah Ali Khamenei è stato come un padre per noi sciiti”, ha dichiarato l’imam Seyed Behbahani, l’iraniano che guida le preghiere in una comunità sciita a Ginevra secondo quanto riportato dalla svizzera Rsi.
Dimostra che anche in Europa esiste una
forte componente sciita che vede Khamenei e la sua dottrina come un esempio di vita, che però è in contrasto netto con quella che è la cultura e la democrazia occidentale. Forse bisognava accorgersene, e porvi rimedio, prima.
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