“La libertà non ha pizzo”. A Crotone una rete civile al fianco di chi denuncia
C’erano anche gli imprenditori del Crotonese che hanno denunciato richieste di pizzo ed estorsioni alla presentazione della campagna “La libertà non ha pizzo”, promossa da Libera – Nomi e numeri contro le mafie, ieri a Crotone. Imprenditori di Cutro e del Cirotano che, con le loro denunce, hanno agevolato le più importanti operazioni antimafia condotte di recente. È attorno a loro che la campagna vuole creare una “rete civile” di sostegno, per evitare l’isolamento, ma anche per sostenerli materialmente, coinvolgendo la società civile, i consumatori, nel contrasto concreto al racket. «Il numero di imprenditori che ha scelto di denunciare sta crescendo – spiega il referente di Libera Crotone, Antonio Tata – ma talvolta lamentano isolamento, ritardi negli aiuti da parte dello Stato, mancato sostegno dalle banche. Ed è qui che deve entrare in gioco la società civile, il consumo critico. Perché non possono fare tutto le forze dell’ordine». Il senso di responsabilità che hanno avuto questi imprenditori nel denunciare «deve riguardare tutti noi come consumatori – aggiunge il coordinatore di Libera Calabria, Giuseppe Borrello –. In questo sta la forza della campagna: nel sostenerli attraverso il nostro consumo critico e responsabile, facendo acquisti di prodotti e servizi proprio da questi imprenditori, commercianti o operatori economici».
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