La legge Salva suicidi applicata ai debiti d’amore, tagliati 65 mila euro
Prima sfuma il Tfr di circa 180 mila euro per assecondare le richieste della sua lei di 30 anni più giovane, poi va a “credito” accumulando debiti per 65mila euro. È accaduto a un uomo di 70 anni che, forse per la prima volta nella sua vita, pensava di aver trovato l’amore. Da lì l’acquisto dell‘abito da sposa e i cordoni della borsa aperti per evitare a lei e al padre, che gestiva un bar, di subire delle violenze da parte di creditori appartenenti alla criminalità.
Nell’elenco delle spese, anche varie ed eventuali: da un intervento estetico al seno al riscatto dei gioielli impegnati, dall’automobile al finanziamento di un’attività di ristorazione. Il tutto fatto sull’onda del grande amore che aveva portato l’uomo, mai sposato, senza figli e in analisi per circa 20 anni, a credere nella sua occasione nella vita. Finiti i soldi è però sfumato il sogno dei due cuori e una capanna. Il cuore giovane ha preso il volo, lasciando l’uomo solo con i finanziamenti accesi con varie compagnie.
Una domanda in linea con il Codice della Crisi
A pensare se non proprio a un lieto fine, perlomeno a limitare i danni è stato però il Tribunale di Perugia che ha applicato in favore dell’anziano le norme sul sovraindebitamento, riconoscendo che l’accumulo di debiti non è dipeso da colpa grave, ma da una profonda vulnerabilità emotiva. Per i giudici perugini la domanda di esdebitazione poteva essere accolta, perché chi la chiedeva era in linea con i requisiti previsti dal Codice della crisi, dalla «meritevolezza» all’assenza negli anni precedenti di analoghe domande di accesso al beneficio.
«Considerato che nel caso di specie il piano di ristrutturazione dei debiti proposto permette di perseguire la duplice finalità di garantire il rispetto del principio della par condicio creditorum e di consentire al soggetto sovraindebitato di provvedere a una soddisfazione dei creditori nei limiti delle proprie possibilità – si legge nella sentenza – fornendo il massimo impegno al fine della miglior satisfazione possibile del ceto creditorio, ritenendosi compatibile il pur lungo periodo di rateizzazione con l’aspettativa di vita, specie tenuta presente l’effettiva assenza di alternative (godendo la parte del solo trattamento pensionistico, e non avendo altri beni)».
Per il sentimentale ricorrente parte dei debiti cancellati e 107 rate da 350 euro al mese. A gestire la Crisi è stata l’avvocata, nominata dall’ordine degli avvocati di Perugia, Angela Dell’Osso. Soddisfatti i difensori del ricorrente, Michele Marzoli e Lara Greco: «Il consumatore, ai sensi dell’articolo 69 del Codice della crisi, non può accedere alla procedura se ha determinato la propria situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode. Nel caso in esame – sottolineano Marzoli e Greco – si trattava dunque di capire se rientra nella colpa grave la condotta di un uomo che, in un contesto di fragilità emotiva e senza aver mai denunciato la donna che lo aveva truffato, s’indebita per motivi sentimentali.
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