La geotermia in Italia parla toscano

In Italia la terra d’elezione della geotermia è la Toscana. In molte parti della regione di Dante il vapore affiora naturalmente dal sottosuolo, e non stupisce che già il sommo poeta ne parlasse nelle sue Rime. Quello che nel Medioevo veniva associato alle forze infernali – non a caso l’area di Larderello è nota come la “Valle del Diavolo” – è oggi un tassello fondamentale della transizione energetica. La Toscana ne è l’indiscussa protagonista: qui si produce il 90% dell’energia geotermica italiana, con 916 megawatt di potenza installata e circa 6.000 gigawattora all’anno, pari al 34% del fabbisogno elettrico regionale.
Larderello e il Geoparco delle Colline Metallifere
Il sito di produzione più importante (e anche più famoso) è quello di Larderello, cuore storico della geotermia mondiale. Si trova all’interno del Geoparco delle Colline Metallifere, che dopo l’ampliamento approvato dall’Unesco – ottenuto anche grazie al contributo di Enel Green Power, azienda del gruppo Enel – copre oggi dieci comuni toscani per oltre mille chilometri quadrati. Questo territorio rappresenta il cuore caldo della geotermia regionale, che complessivamente interessa 17 comuni, di cui 11 sede di impianti, con una produzione annua compresa tra 5,5 e 6 miliardi di kWh.
La prima centrale elettrica di Larderello risale al 1913. Oggi, oltre agli impianti per la produzione di energia, l’area ospita il Museo della Geotermia (più di 30.000 visitatori l’anno) e un’arena per eventi culturali all’interno della centrale “Larderello 3”. Percorsi naturalistici come il Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo o quello delle Fumarole di Sasso Pisano completano l’offerta di un turismo sostenibile sempre più legato all’energia del sottosuolo. Dalle origini storiche di Larderello alle applicazioni più innovative, la geotermia toscana continua a generare energia e valore nei territori.
Sasso Pisano, dove la birra si fa con il vapore
Non lontano da Larderello si trova un altro importante sito produttivo, quello di Sasso Pisano (20 MW), anch’esso gestito da Enel Green Power. Qui il vapore geotermico non serve solo a produrre elettricità, ma anche a fornire calore alle imprese del territorio. È il caso del birrificio artigianale “Vapori di Birra”, che grazie a un sistema di condotte riceve vapore direttamente dalla centrale e lo utilizza in tutte le fasi della lavorazione, dall’ammostatura alla bollitura, senza emissioni di CO2. Il vapore arriva a circa 230 gradi e, tramite uno scambiatore di calore, riscalda l’acqua necessaria al processo produttivo. Terminato l’utilizzo, il vapore esausto viene restituito a Enel Green Power, che lo reimmette nel sottosuolo per mantenere sostenibile il ciclo naturale.
Piancastagnaio e la nuova frontiera della geotermia circolare
Nel 2023, Enel Green Power — che in Toscana gestisce complessivamente 34 centrali geotermiche tra le province di Pisa, Siena e Grosseto — ha siglato un accordo con Nippon Gases Operations per la realizzazione di un impianto di purificazione e liquefazione della CO? naturalmente presente nei fluidi geotermici delle centrali di Piancastagnaio (Siena). La CO? così recuperata viene utilizzata nei settori alimentari e farmaceutici, coprendo circa il 30% della domanda nazionale di anidride carbonica “pura”. Un esempio concreto di economia circolare energetica, che trasforma una risorsa del sottosuolo in un’opportunità per la transizione e per l’industria italiana.
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