la freschezza aromatica che unisce chimica, digestione e benessere
La menta (Mentha spp.) è una delle piante aromatiche più diffuse e apprezzate nella tradizione mediterranea, utilizzata da secoli sia in cucina sia nella fitoterapia popolare.
Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, comprende numerose specie e ibridi, tra cui Mentha piperita, Mentha spicata e Mentha longifolia, noti per il profumo intenso e per le proprietà terapeutiche.
Oggi la ricerca scientifica conferma ciò che la tradizione già intuiva: la menta non è solo un aroma rinfrescante, ma una vera pianta funzionale, ricca di molecole bioattive con effetti documentati sull’organismo.
Dal punto di vista nutrizionale, le foglie di menta hanno un apporto calorico modesto ma forniscono minerali come magnesio e ferro, vitamina C e fibre. Tuttavia, la vera ricchezza della menta risiede nei suoi metaboliti secondari, in particolare nei composti fenolici e nei costituenti dell’olio essenziale.
Le analisi fitochimiche hanno identificato numerosi composti bioattivi, tra cui acidi fenolici come acido rosmarinico, acido caffeico, acido sinapico e derivati dell’acido clorogenico, oltre a flavonoidi come la luteolina, contribuendo in modo significativo all’attività antiossidante della menta.
Queste molecole sono responsabili di una marcata azione contro i radicali liberi e di un’elevata attività riducente, elementi fondamentali nel contrasto allo stress ossidativo cellulare.
Accanto alla frazione fenolica, l’olio essenziale costituisce la firma aromatica della menta. I principali composti volatili includono mentolo, mentone, isomentone, pulegone, carvone, limonene e 1,8-cineolo, con variazioni legate alla specie.
Il mentolo, in particolare, è responsabile della tipica sensazione rinfrescante e trova ampio impiego in ambito alimentare, cosmetico e farmaceutico. Oltre all’effetto sensoriale, il mentolo possiede proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e lievemente analgesiche.
La menta mostra inoltre interessanti proprietà neuroprotettive. Studi sperimentali evidenziano che gli estratti di diverse specie di menta esercitano attività antiossidante in modelli neuronali e possono modulare enzimi coinvolti nella regolazione neurochimica, come monoamino ossidasi e acetilcolinesterasi (due enzimi chiave coinvolti nei processi neurologici).
Questi effetti contribuiscono a spiegare l’uso tradizionale della menta per favorire il rilassamento e sostenere la funzione cognitiva.
Sul piano gastrointestinale, la menta è nota per la sua azione digestiva e antispasmodica. I suoi composti aromatici possono modulare la motilità intestinale e ridurre la sensazione di gonfiore, mentre l’attività antimicrobica di fenoli e terpeni contribuisce a limitare la crescita di batteri e funghi.
Questa combinazione rende la menta un ingrediente naturale prezioso anche nella sicurezza alimentare e nell’igiene orale.
Le modalità di preparazione influenzano in modo significativo il profilo fitochimico: le infusioni preservano i composti idrosolubili, mentre gli estratti alcolici e gli oli essenziali concentrano i terpeni volatili.
Anche fattori ambientali, epoca di raccolta e metodo di estrazione incidono sulla composizione chimica, evidenziando il legame tra biodiversità e qualità nutraceutica.
La menta si conferma così un ponte tra gastronomia e scienza: un’erba semplice e accessibile, capace di offrire protezione antiossidante, supporto digestivo, potenziale neuroprotettivo e attività antimicrobica. Un esempio emblematico di come tradizione mediterranea e chimica naturale possano incontrarsi nel quotidiano.
La ricetta: Alici alla piattella
Ingredienti
500 g di alici fresche del mediterraneo
10 foglie di menta fresca
1 spicchio d’aglio
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.
Dosi per 4 persone
Procedimento
Pulire bene le alici privandole delle interiora, sciacquare bene con acqua. Disporre le alici in una padella antiaderente a raggiera. Unire aglio, olio, sale, vino bianco e menta. Mettere un coperchio e cuocere a fuoco lento. Quando le alici iniziano ad aprirsi si può spegnere il fuoco. Servire con il sughetto che si è creato. Questo è un piatto tipico della costiera amalfitana e la menta ricopre un ruolo fondamentale, donando alla ricetta tanta freschezza.
Bibliografia utilizzata
– Biocatalysis and Agricultural Biotechnology, 2024, 56, 102984. https://doi.org/10.1016/j.bcab.2023.102984
– Journal of Herbal Medicine, 2022, 36, 100604. https://doi.org/10.1016/j.hermed.2022.100604
– International Journal of Food Properties, 2018, 21, 183–193 https://doi.org/10.1002/ptr.3037
Questo articolo fa parte della rubrica “Le tre C della Salute: Cibo, Chimica, Cucina”, un viaggio tra scienza e sapori della cucina mediterranea, a cura del Prof. Stefano Cinti.
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