Sicilia

La frana a Sutera, crolli già a febbraio: ma non c’erano i fondi

Cronaca di un crollo annunciato. Ma dalla Regione non erano arrivati gli interventi richiesti dal commissario del Comune di Sutera, Francesco Fragale. Che ieri ha inviato una lettera al presidente Renato Schifani, alla Protezione civile regionale e a tutti i soggetti istituzionali per riassumere la situazione già denunciata a febbraio, dopo il passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia.

Il 14 febbraio, scrive Fragale, si era verificato già il crollo di alcuni massi  dal Monte San Paolino, in questo quartiere Rabatello, a ridosso dell’ascensore realizzato per salire al  Santuario sul Monte. Successivamente, nella stessa serata ed il giorno successivo, si aggravava la frana in via San Giuseppe, frana in corso già da alcuni anni.

La stessa strada era stata interessata ai dissesti l’anno precedente dopo il ciclone soprannominato Gabri. Nonostante l’allarme lanciato e dopo diversi sopralluoghi e riscontri alla fine del 2025, l’intervento non era stato finanziato: motivazione, mancava un nesso di causalità tra il ciclone e l’evento franoso rappresentato.

Eppure, il Comune aveva emesso, immediatamente quattro ordinanze di sgombero. Lo stesso è successo dopo il ciclone Harry. «A questo si aggiunga che la zona interessata dal crollo della parete rocciosa del Monte San  Paolino è sede dell’unico serbatoio idrico comunale», che chiede azioni urgentissime per la messa in sicurezza della parte di abitato interessata alla frana oltre alle risorse necessarie per il consolidamento.

 

 

 


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